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Il servizio gratuito per la traduzione di testi e pagine web “Strumenti per le lingue†offerto da Google si aggiorna.
Da oggi infatti con il nuovo Google Translete è possibile tradurre i propri testi in tempo reale (mentre si digita) e ascoltare il testo tradotto in inglese con una voce sintetizzata.
Traducendo un testo qualsiasi con il “vecchio traduttore†è stato impostato un redirect automatico alla pagina con la nuova traduzione in real time… ma vi basterà seguire questo indirizzo per accedere direttamente al nuovo servizio.
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Fonte: OpenSource
Mozilla Weave viene portato in fase di Beta. La Mozilla Foundation ha annunciato proprio in questi giorni la disponibilità di una nuova versione dell’add-on Weave Sync e l’entrata del servizio Web nella fase di Beta Testing.
Mozilla Weave è un progetto ambizioso che mira a costruire un servizio di sincronizzazione remoto associato ai browser Firefox e Fennec. Usando Weave Sync, il primo add-on Firefox/Fennec sviluppato per l’occasione, sarà possibile sincronizzare su un server Mozilla Weave o su un proprio clone Weave le informazioni contenute nel browser: i bookmark, i tab aperti, le password, i valori dei form, e l’history di navigazione. Queste informazioni saranno accessibili da tutte le altre istanze di Firefox/Fennec che utilizziamo.
Mozilla Weave quindi comprende sia un sistema server che una parte client. La Mozilla Foundation mette a disposizione i propri server, ma l’utente può decidere di crearne uno proprio. Le informazioni vengono criptate prima di essere salvate, e sono associate ad un apposito account.
Con il rilascio della versione Beta il team dei Mozilla Labs intende fornire un prodotto più completo. Sia l’usabilità che le prestazioni sono state migliorate e perfezionate. Infatti l’algoritmo di sincronizzazione utilizza ora uno schema di “incremental sync“. I dati vengono sincronizzati in maniera incrementale e in background, durante il normale utilizzo del browser. Inoltre hanno la precedenza i dati che sono utilizzati più frequentemente.
Attenzione. Mozilla Weave richiede Firefox 3.5 o superiore. Inoltre bisogna aggiornare gli add-on di tutte le istanze di Firefox che utilizziamo.
Una nota finale dovuta. Mozilla Weave si contrappone per certi versi alla nuova funzionalità di sincronizzazione bookmark implementata di recente in Google Chrome. In effetti a ben pensare il passo che Google deve compiere per offrire un servizio simile a quello offerto da Mozilla Weave è breve. La rivalità tra i browser oramai si sposta anche in altri ambiti e settori, quelli dei servizi Web. Concordate con questa visione?
Tags: fennec, sincronizzazione, weave
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Linux Mint 8 Helena RC1 - first look
Linux Mint 8 Helena RC1 first look. View more details on www.distro.tv |
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Linux Mint 8 Helena RC1 installation - first look
Linux Mint 8 Helena RC1 installation first look. View more details on www.distro.tv |
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DistroTV
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Fonte: OpenSource
La notizia era nell’aria ma solo nel tardo pomeriggio di ieri è stato ufficializzata la disponibilità di Fedora 12 Constantine. Arrivata a distanza di meno di cinque mesi dalla precedente Leonidas, Fedora 12 porta una notevole quantità di novità , strizzando l’occhio ai power-user.
Gli sviluppatori hanno pubblicato una pagina riassuntiva con l’elenco delle funzionalità più evidenti introdotte in Constantine ma è leggendo l’annuncio ufficiale che ci si rende conto del lavoro svolto, anche grazie al supporto economico di Red Hat.
Novità si rilevano sia sul fronte desktop con aggiornamenti vari (KDE, GNOME, Network-Manager, Ogg Theora, etc) e la disponibilità di un ambiente Moblin sia su quello del supporto hardware: Fedora 12 offre infatti ottimizzazioni per i processori Atom (presenti su quasi tutti i netbook), supporto all’accelerazione 3D sulle più recenti schede AMD, un Bluetooth più intelligente (che si spegne quando non utilizzato), maggiore integrazione con le tecnologie di virtualizzazione e molto altro ancora.
A differenza di quanto avviene in Ubuntu (e in altre distribuzioni), gli aggiornamenti di Fedora 12 richiederanno meno banda/spazio su disco grazie all’impiego della compressione XZ e, soprattutto, all’adozione di yum-presto, un plugin per Yum che si occupa di trasferire solo le parti di un pacchetto effettivamente cambiate.
Per chi fosse interessato ad installare Fedora 12 segnaliamo, ovviamente, la pagina dei download, quella delle note di rilascio complete e quella dei problemi noti.
Di seguito trovate anche una galleria della versione GNOME: il prima possibile ne pubblicheremo anche una dedicata a KDE. A proposito, gli utenti Fedora preferiscono lo gnomo o il draghetto?
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Fonte: OpenSource
Stando a quanto riportato sulle pagine di TechCrunch, Google terrà nella mattinata di domani un evento, presso la propria sede di Mountain View, al fine di mostrare i progressi effettuati nello sviluppo di Chrome OS.
Sebbene nei giorni scorsi si era addirittura ipotizzato come imminente il rilascio del sistema operativo, o di una versione destinata al testing su larga scala, pare ora molto più probabile che bigG si limiterà al momento a fornire una panoramica sul funzionamento del prodotto, sciogliendo così i parecchi dubbi che lo circondano fin da quando venne annunciato, a sorpresa, nel luglio scorso.
Sundar Pichai e Matthew Papakipos, i due relatori coinvolti nel progetto e attesi alla conferenza di domani, dovrebbero quindi rendere noti alcuni dettagli in merito al S.O., uno su tutti la sua data di pubblicazione, che ad oggi appare probabile entro i primi mesi del 2010.
“Il dado è trattoâ€, dunque. La sfida di Google allo strapotere di Microsoft è stata lanciata e, considerando l’attenzione riservata dai grandi produttori ancor prima del suo debutto, pare che l’avvento di Chrome OS abbia tutte le carte in regola per rivelarsi un punto di non ritorno nel panorama dei sistemi operativi.
Ovviamente, le informazioni e i dettagli che verranno rivelati nel corso dell’evento, saranno prontamente riportati su queste pagine.
I’d like to thank everybody for the feedback given on the artwork. I had to close the comments section as we were getting too many of them, but I got the opportunity to read most of them and we’re now in a position to make a decision. I think we’ll either go for Fresh or we’ll keep the same artwork as what was in Linux Mint 7. Either way, all three wallpapers will be present in the default installation and available for people to choose from.
Fonte: OpenSource
È un risultato che farà discutere, ma secondo uno studio pubblicato dalla società specializzata in sicurezza informatica Cenzic è Firefox a detenere il primato in quanto a numero di vulnerabilità .
La ricerca riguarda i primi sei mesi del 2009 e vede Firefox attestarsi solidamente al comando: il 44% di tutte le vulnerabilità scoperte nei browser hanno riguardato il figlio prediletto di Mozilla, mentre al secondo posto staccato di 9 lunghezze si è posizionato Safari di Apple (35%). Per trovare Internet Explorer bisogna andare al gradino più basso del podio: solo il 15% delle vulnerabilità appartiene al browser di mamma Microsoft. Fanalino di coda è Opera che con un misero 6% fa appena in tempo a non essere escluso dalla classifica.
Ironia a parte, è lo stesso CTO di Cenzic Lars Ewe che spiega come leggere questa classifica e perché il primato di Firefox non significhi che il panda rosso sia effettivamente il meno sicuro.
Innanzitutto la classifica riguarda semplicemente il numero di vulnerabilità e non tiene conto della velocità con cui queste vengono risolte, specialità quest’ultima in cui Mozilla è campione. C’è da dire, inoltre, che buona parte dei problemi segnalati non riguardano il comportamento anomalo dei plugin e la sbagliata gestione di questi da parte del browser.
A partire dal nono update della versione 3.0, Firefox ha in parte risolto questo “errore†(stiamo parlando dei primi mesi del 2009). Le recenti release della 3.5 controllano inoltre che l’utente stia utilizzando sempre la versione più aggiornata dei plugin (ad esempio il Player Flash) e questo chiude ulteriori vie che potrebbero essere percorse da malware e aggressori.
Tornando ai numeri della classifica, bisogna inoltre dire che Firefox pubblica dettagliatamente tutte le vulnerabilità rilevate (è l’open source, “babyâ€) mentre gli altri browser “chiusi†possono tranquillamente turare un numero più o meno grande di falle anche con un singolo update, riducendo di fatto il totale delle vulnerabilità segnalate.
Cenzic quindi non ritiene che Firefox debba essere considerato un browser non sicuro. Anzi, utilizza le tecnologie Mozilla per costruire molti dei propri prodotti per la sicurezza, tra cui alcuni kit per l’analisi di vulnerabilità Cross-Scripting. Insomma: checché ne dicano i numeri, Firefox continua ad essere la scelta migliore per un Web sicuro.
Tags: firefox, vulnerabilità firefox
Fonte: OpenSource
Gli sviluppatori SUN hanno depositato proprio in questi giorni una prima Beta Release di VirtualBox 3.1. L’obiettivo di questo lavoro è sia quello di migliorare le prestazioni che includere nuove funzionalità .
Probabilmente una delle novità più interessanti di VirtualBox 3.1 sarà quella del Teleporting. Con questa funzionalità sarà possibile effettuare una “live migration†della virtual machine. In pratica, la virtual machine in esecuzione su un Host A potrà essere spostata (PDF) a tempo di esecuzione su un secondo Host B e senza interruzioni di servizio. Ovviamente è da tenere in conto un minimo di tempo per la migrazione dei processi, quindi dei servizi, e in particolare quelli di rete da una postazione all’altra.
Altre novità attese per VirtualBox 3.1 sono:
DOWNLOAD: [HTTP"] href="http://download.virtualbox.org/virtualbox/3.1.0_BETA1/">repository HTTP.
Tags: virtualbox, virtualbox 3.1
Se il buon giorno si vede dal mattino, allora la prossima versione LTS di Ubuntu, 10.04 Lucid Lynx, potrebbe già partire con un bel vantaggio rispetto Karmic Koala: gli sviluppatori di Canonical hanno infatti annunciato che il suo codice sarà basato sul ramo testing di Debian e non su unstable.
Contrariamente a quanto potrebbe pensare qualcuno, non si tratta di una decisione presa per rispondere alle critiche sulla qualità di Karmic Koala ma semplicemente della procedura standard per i rilasci di tipo LTS, che richiedono una piattaforma più adatta ad essere mantenuta a lungo.
Regressioni e bugfix “problematici†verranno tagliati fuori da Lucid Lynx, così da consentire la realizzazione di un sistema meno innovativo ma, giusto per citare gli sviluppatori Debian, solido come una roccia.
Stando alla roadmap annunciata, verranno rilasciate tre alpha mensili a partire da dicembre, con l’obiettivo di avere una prima beta nel mese di marzo e il rilascio finale nel mese di aprile (preceduto da un’altra beta e da una release candidate).
Se il freeze del ramo testing di Debian dovesse avvenire nei primi mesi del 2009 (come annunciato) c’è quindi la possibilità che le future Debian Squeeze e Ubuntu Lucid Lynx condividano parecchi aspetti del sistema.
Tags: debian, lucid lynx, ubuntu, ubuntu 10.04
Fonte: OpenSource
Stando a quanto riportato da TechCrunch, il lancio di Google Chrome OS potrebbe avvenire nei prossimi giorni, questa settimana o forse la prossima.
Sempre secondo TechCrunch ancora non è chiaro se questo primo lancio di Google Chrome OS sarà solo una preview, o il lancio di una versione di testing su larga scala. Fatto sta che negli ultimi mesi Google sembra abbia impiegato una intera “legione†di ingegneri nello sviluppo di driver per Google Chrome OS. Il primo obiettivo dell’azienda di Mountain View è quello di rendere Chrome OS usabile su quanti più dispositivi possibili, e questa usabilità richiede molti più driver di quanti ne abbia attualmente Linux.
Altro? Per chi ci segue già abbiamo rilevato alcune indiscrezioni su quella che potrebbe essere l’architettura di Google Chrome OS. Si tratta però di un prodotto ancora avvolto dal mistero, e sono molte le cose che ancora non sono note. In giro per il Web sono comparse molti “fake†di Chrome OS, talvolta scambiati anche dagli addetti ai lavori per delle preview. Altre invece potrebbe essere più attendibili. Che sia una mossa del marketing di Google quella di “intorbidire le acque�
Quel che è certo è che sono in molti a fare la corte a Google per accaparrarsi l’installazione del suo nuovo sistema operativo. La lista dei costruttori si allunga sempre più. Inoltre già alcune compagnie, tra cui SONY, hanno annunciato di essere in pole-position per il supporto a Google Chrome.
Ancora qualche giorno e forse vedremo qualche pezzetto di Google Chrome OS. Vedremo anche se le critiche mosse da Canonical al nuovo progetto della Google sono motivate.
Fonte: OpenSource
Stando a quanto riportato da TechCrunch, il lancio di Google Chrome OS potrebbe avvenire nei prossimi giorni, questa settimana o forse la prossima.
Sempre secondo TechCrunch ancora non è chiaro se questo primo lancio di Google Chrome OS sarà solo una preview, o il lancio di una versione di testing su larga scala. Fatto sta che negli ultimi mesi Google sembra abbia impiegato una intera “legione†di ingegneri nello sviluppo di driver per Google Chrome OS. Il primo obiettivo dell’azienda di Mountain View è quello di rendere Chrome OS usabile su quanti più dispositivi possibili, e questa usabilità richiede molti più driver di quanti ne abbia attualmente Linux.
Altro? Per chi ci segue già abbiamo rilevato alcune indiscrezioni su quella che potrebbe essere l’architettura di Google Chrome OS. Si tratta però di un prodotto ancora avvolto dal mistero, e sono molte le cose che ancora non sono note. In giro per il Web sono comparse molti “fake†di Chrome OS, talvolta scambiati anche dagli addetti ai lavori per delle preview. Altre invece potrebbe essere più attendibili. Che sia una mossa del marketing di Google quella di “intorbidire le acque�
Quel che è certo è che sono in molti a fare la corte a Google per accaparrarsi l’installazione del suo nuovo sistema operativo. La lista dei costruttori si allunga sempre più. Inoltre già alcune compagnie, tra cui SONY, hanno annunciato di essere in pole-position per il supporto a Google Chrome.
Ancora qualche giorno e forse vedremo qualche pezzetto di Google Chrome OS. Vedremo anche se le critiche mosse da Canonical al nuovo progetto della Google sono motivate.
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Linux Mint 8 'Helena' RC1 został wydany!
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Wprowadzenie do systemu Linux Mint 8:
Ósme wydanie Linux Mint pojawia się z licznymi poprawkami i ulepszeniami. Z nowości pojawiających się w kolejnej edycji systemu możemy wyróżnić wsparcie dla instalacji OEM, nowy Upload Manager, udoskonalony Update Manager pozwala teraz zdefiniować listę pakietów dla których nie chcemy otrzymywać aktualizacji, Software Manager natomiast został wyposażony w funkcję instalowania/usuwania kilku aplikacji na raz. Do nowinek dochodzą jeszcze małe narzędzia z graficznym interfejsem.
To tylko zarys nowych możliwości Linux Mint 8, szczegóły znajdziecie w artykule “What’s new in Linux Mint 8 Helena†(ang.)
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Linux Mint 8 RC1
Short Video of the Linux Mint 8 RC1 Desktop. |
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It seems like Ubuntu will be getting a music store integrated into the desktop music player! The Ubuntu One Music Store! Specifications and details have not yet been published but a Launchpad project page has been created.
It is about time Linux users, and especially those in less favored countries, have a decent and well supported route to acquiring high quality music legally. Many would suggest running iTunes in WINE. But I have no intention of supporting a service that does not support my OS of choice. Then there is the Amazon music store which does not sell outside the U.S.A. Other online stores I have looked into have a rather limited library of content, and most of the time I do not find the music I am looking for.
I am looking forward to seeing how this store and project develops. Will there be DRM? I surely hope not. Will it be limited to Ubuntu users? How large will the library be? Will it offer free content? Will it use free codecs? Will it provide a new and unrestricted platform for independent artists? Will it offer more incentive for people to switch to Linux? So many questions... A meeting is scheduled for Wednesday at the UDS. Let's wait and see.
More power to you Ubuntu and Canonical!
Linux Mint traditionally uses a dark background and a light theme.
Linux Mint 3.1 Celena, 4.0 Daryna, 5 Elyssa and 6 Felicia looked like this:
Mint 3.1 Celena
Mint 4.0 Daryna
Mint 5 Elyssa
Mint 6 Felicia
We were happy with this theme and it suited most people.
When Linux Mint 6 Gloria was ready to come out people wanted something new, a new artist called Zwopper had surfaced in the community, and there was a new popular style available for Gnome called Shiki. I remember being nervous about changing the theme and so we decided to go for it in the RC release and see what would happen next. The success of the new theme was phenomenal and so we decided to keep it for the stable release. As a consequence, Linux Mint 7 Gloria looked radically different:
Mint 7 Gloria (Shiki theme, Dew wallpaper)
The artwork used for Linux Mint 7 (above) was Shiki for the theme (as opposed to Murrina in previous releases) and “Dew” (by Zwopper) for the wallpaper.
In Linux Mint 8, my intention was to keep the Mint 7 theme and to use a new wallpaper from Zwopper called “Fresh”:
Shiki theme, Fresh wallpaper
Many members of the development team commented on the wallpaper and expressed concern about it. The “Fresh” wallpaper was kept in the default installation (it’s available in the “Appearances” tool in your Mint 8 RC1 desktop) but the default wallpaper was changed to a new one, which was designed by Johonunu. The team was much happier with this new wallpaper and so Linux Mint 8 RC1 ended up looking like this:
Shiki theme, Johonunu wallpaper
The reason I’m talking about all this, of course, is because I see a lot of concern in the feedback I’m receiving for this RC. Many people aren’t happy with this default wallpaper and I don’t know if it’s just that those who like it simply don’t feel the need to say it, or if, really, that wallpaper just isn’t popular.
I know we’re only talking about the looks here, and there are more important things to focus on, but we have time to think about this before the stable release. No matter what people say, the first look, the general impression given by the desktop actually means a lot. Even if people change the wallpaper and the looks then-after, the first impression is nonetheless very important, so it’s important to get it right.
I’ve created a poll below. I would like people not to just look at the screenshots, but to go in the “Appearances” tool and to try the different themes and the different wallpapers before making up their mind. A wallpaper can look very different in a screenshot than when it’s actually used as your wallpaper. One of the options is to organize a paid contest to quickly get new wallpapers on a website like 99designs.com for instance. It’s not my preferred option, not because of the money it would cost but because we would potentially run out of time in asking you what you though of the “new” one.. it’s an option nonetheless, so if you think none of Dew, Fresh, or the older themes are suitable, then please vote that option.
Finally, this is a poll, not a vote. Decisions are taken in accordance with what we think is best and our judgement relies on your feedback. Many thanks in advance for taking part in this poll.
Note: There is a poll embedded within this post, please visit the site to participate in this post's poll.
Introduction to translations:
All it takes for Linux Mint 8 to support your language is for you to translate it.
In Linux Mint, non-translated sentences or words simply show up in English. So if nobody contributes the translations we need to support your language, your experience with the desktop won’t be as good as it could be, since some tools will show up in your language, some others in English, and some even feature a mix of the two languages.
Translating Linux Mint is easy and it doesn’t take much time. You read a sentence in English and write the translated sentence in your own language. Every now and then we collect all the translations and package them into a package called “mint-translations”. Users are notified of an update via their Update Manager and the new translations get integrated within their desktop.
How to translate:
For translations, we use a popular website called Launchpad. First, you need a Launchpad account. You can register at this address:
Once you’re logged in your Launchpad account, click on your name in the top right corner of the screen to access your personal page. Then click on the edit sign beside “Languages” and select all the languages you’re fluent in.
You’re now ready to translate, head towards the translations for Linux Mint 8 at this address:
Here you can see the progression of the translations for each language. When the number of “untranslated” and “Needs review” items both reach 0, then Linux Mint is fully translated in your language.
In Launchpad, you can submit translations for untranslated items but you can also contribute corrections (i.e. alternative translations) when you see translations you don’t find accurate. You can also flag translations for “review” in which case somebody will have to look into it and chose among the available translations for a particular item.
Guidelines:
When you translate, think about the user and the application you’re translating for. Try to be coherent with the rest of the desktop, for instance Gnome calls “it” a “Trash”, not a “Bin”, so use “Trash” instead of “Bin”
You can also open the application you’re translating for and see if you can identify where in the application is the sentence you’re currently translating.
Your translation should reflect the message given to the user more than the accuracy of the terms that are used. Literal translations should be avoided. If a sentence makes sense in English but not in your own language don’t hesitate to rephrase it. What matters is the message and the general meaning, what is said to the user, and the action he’ll consequently take, the accuracy of the translation word for word doesn’t matter at all.
Don’t force your language on users when it doesn’t sound natural. All languages use foreign words and when it comes to the Internet, computers and IT, a lot of these words come from English. Some languages “invented” their own versions of these words in an effort to protect themselves against English. If, for a given word, people still use the English term, then please do so. An example of this in French would be “televersement” instead of “upload” or “mel” instead of “email”. Please avoid these terms. The same way the accuracy of the translation is less relevant than the reflection of the original meaning, following the dictionnary is less important than speaking the “natural” language most people would expect.
Teams:
In Launchpad, Linux Mint uses a “structured” translation policy. This means that anyone can suggest translations, and if a particular language isn’t assigned a particular translation team, anyone can also confirm and apply translations for that language.
Teams are formed to review and organize translations for a particular language. So if you’re member of a translation team you can review other people’s translations and decide which translation is better suited for a particular sentence.
If you feel you don’t need a translation team (for instance, Italian was fully translated without any translation team) then that’s fine. If you think you do, then don’t hesitate to contact me via Launchpad [https:]] ) and I’ll create a team for your language and add you to it.
The list of teams can be seen here:
If there’s already a team for your language and you feel you should be part of it, simply click on it and then apply to be a member of it.
Goals:
The most important goal is to get Linux Mint fully translated in most languages before we can release the stable version of Helena. Missing translations is considered an issue which can delay the stable release of Linux Mint 8. Please take your time though, quality is more important that delays.
Once this is done, we’ll then collect translations on a monthly basis and update the mint-translations package so users can get newly translated items via their Update Manager.
Working together:
Translations are a community effort. All the development team does is to provide the environment for it to happen. The tools we develop were adapted to show in any language and support the format used by Launchpad. As for us, we make sure things work but all we ever do when it comes to development is to get the English version of the software ready. After that, for it to show up in your language, the magic is performed by you
Many thanks to all the people who already helped in translating Linux Mint and thanks in advance to all of you.
Thank you, merci, gracias, khop kun khrap

Chi come me aggiorna costantemente il sistema e di conseguenza il kernel, si troverà spesso all’accensione, alla schermata del grub una marea di kernel. Ora vediamo come pulire il menù del grub, iniziamo:
Vediamo che versione del kernel utilizziamo ( solitamente è il primo del menù del grub, ma per sicurezza controlliamo) con:
uname -a
Ed avremo qualcosa come :
Linux gusions-laptop 2.6.28-14-generic i686 GNU/Linux
Ora vediamo un pò tutti i kernel che troviamo nella cartella /boot/ per vedere che è in più o in meno con :
nautilus /boot/
e ora vediamo meglio il grub con:
cat /boot/grub/menu.lst
Supponiamo che il kernel che non ci serve sia il kernel 2.6.28.11 eliminiamolo con un bel:
sudo apt-get -s remove linux-image-2.6.28-11-generic
Se per qualche oscuro motivo il kernel da noi eliminato sarà presente nella schermata di grub, rimuoviamo la voce editando il file menu.lst in /boot/kernel con:
sudo gedit /boot/grub/menu.lst
E eliminiamo la relativa voce che va da title a initrd, in questo modo avremo un grub “pulito ed ordinatoâ€.
Per ora è tutto.
Saluti Gusions.
Tags: boot, gedit, GNU/Linux, grub, gusions, kernel, menu.lst, sudo

Fonte: Tecnopassion

Norbt è un servizio online che ci aiuta ad inviare messaggi riservati, protetti da una domanda e conseguente risposta.
Facciamo conto di voler inviare un messaggio riservato direttamente online, senza utilizzare posta elettronica o affini, e di esser certi che predetto messaggio venga letto soltanto da persone autorizzate.
Questo semplice servizio, che utilizza anche una connessione crittografata, consente la lettura di un predeterminato messaggio solo dopo aver dato la risposta ad una domanda obbligatoria.
Funziona così: si deve cliccare su “crea un norbt†e compilare successivamente tutti i campi richiesti, avendo cura di inserire correttamente la domanda e la risposta necessaria.
Fatto questo, il sistema ci restituirà un link che potrà essere comunicato ai destinatari del messaggio: essi dovranno rispondere correttamente alla domanda per accedere alla relativa visualizzazione.
Un sistema di autenticazione mediante password, consente anche di modificare il messaggio per aggiornamenti e cambio domanda e/o risposta.
Il servizio viene offerto in forma completamente gratuita ed è disponibile anche in lingua italiana.
Vai a: Norbt
E’ stata ufficialmente rilasciata la release candidate di LinuxMint 8 “Helena”. Nelle prossime due settimane sarà possibile usare questa versione per trovare e segnalare eventuali difetti e bug.
Tra le novità si segnalano un nuovo upload manager, nuove caratteristiche nella personalizzazione del mintMenu, un nuovo software manager in sostituzione di mintInstall. Tutte le novità qui (in inglese).
Sono raccomandati 512 MB di ram per l’installazione, anche se – ad installazione ultimata – il requisito minimo è di 256 MB.
Scaricate la ISO da qui (700 MB da masterizzare su un cd) oppure, preferibilmente, usate il torrent.
Essendo una release candidate, è proposta a scopo di test e se ne sconsiglia l’uso come sistema operativo principale.
Annuncio ufficiale (in inglese)
The team is proud to announce the release of Linux Mint 8 Helena RC1.
Quick steps:
Introduction to Linux Mint 8:
The 8th release of Linux Mint comes with numerous bug fixes and a lot of improvements. In particular Linux Mint 8 comes with support for OEM installs, a brand new Upload Manager, the menu now allows you to configure custom places, the update manager now lets you define packages for which you don’t want to receive updates,the software manager now features multiple installation/removal of software and many of the tools’ graphical interfaces were enhanced.
This is just a summary of the new features coming with Linux Mint 8. For a complete overview of the new features, please read: “What’s new in Linux Mint 8 Helena”.
System requirements:
A minimum of 512MB of RAM is recommended. Once installed the system works fine with as low as 256MB RAM. The installation process deals with 2.5GB of data compressed on a 700MB CD and it can hang or fail on systems with less than 512MB RAM. If you have between 256MB and 512MB RAM you may have to try to install several times.
Important information and known issues:
As an RC (Release Candidate) this release is targeted at developers and beta-testers who want to help Linux Mint find and correct bugs before the stable release. Please do not use this release as your main desktop. For a complete list of known issues read the Release Notes.
Upgrade instructions:
Upgrade instructions will be published with the stable release.
Feedback and bug reports:
Please report any bug you may find via the Linux Mint 8 RC1 Bug Thread and give us your feedback on this release by posting a comment right here on the blog.
Download Linux Mint 8 RC1:
You can download Linux Mint 8 RC1 via torrent or via [HTTP:]
Size: 688MB LiveCD
MD5Sum: 93614f823d9d07c9560dfdb17d4db8fb
Torrent download: [www.linuxmint.com]
HTTP download: [www.linuxmint.com]
Asia:
Europe:
Northern America:
Enjoy!
Have a lot of fun testing this release candidate and let’s all hope it will help us make a great stable release.

Abbiamo già inserito più articoli riguardo sistemi per il monitoraggio di siti web che ci avvertono quando il server del nostro sito risulta irraggiungibile.
Alertyx è un servizio della stessa tipologia ma con un valore aggiunto: ci avverte quando il nostro sito va in offline con una telefonata, messaggio email e, opzionalmente, con un messaggio SMS.
Funziona come tutti gli altri servizi di questo genere, cioè basta effettuare la registrazione di un account per inserire l’indirizzo del dominio o server da monitorare, impostando gli intervalli di tempo per il monitoraggio.
Sempre dall’account, si potranno anche impostare le modalità di notifica dei messaggi tra chiamata telefonica e messaggio SMS. La notifica mediante email è impostata come valore predefinito e verrà inviata in qualsiasi caso.
Attualmente il servizio è in fase di beta e permette di ricevere in Italia chiamate completamente gratuite verso i numeri fissi nazionali. Per ricevere invece gli SMS è necessario utilizzare un account premium a pagamento.
Per saperne di più: Alertyx
Fonte: OpenSource
Desiderosi di utilizzare le tecnologie JavaScript impiegate da Google nella realizzazione dei suoi servizi Web? Da oggi potete visto che il colosso di Mountain View ha rilasciato i sorgenti di numerosi strumenti che faranno la gioia degli sviluppatori.
Sotto il nome di Closure tool, Google ha reso disponibili i sorgenti di tre componenti chiave delle sue applicazioni: Closure Compiler, Closure Library e Closure template.
Il primo è un compilatore JavaScript in grado di ridurre le dimensioni del codice, rimuovendo al tempo stesso la parti ridondanti e ottimizzando quanto presente; Closure Compiler controlla anche altri aspetti del codice quali la sintassi, i riferimenti alle variabili ed è in grado di rilevare errori comuni.
Compiler viene reso disponibile sia come applicazione a riga di comando sia come servizio Web (accessibile anche tramite API RESTful); compreso nel “pacchetto serviziâ€, Google include anche un’estensione per Firebug, Closure Inspector.
Ad accompagnare Compiler ci sono anche Library e template. La prima è una libreria JavaScript cross-browser utilizzabile sia per lo sviluppo di interfacce (include widget) sia per operazioni di più basso livello (modifica del DOM, comunicazioni lato server, animazioni, unit testing).
Closure template è, infine, un sistema di template lato client/server che consente di creare dinamicamente pagine HTML e/o componenti di un’interfaccia; template adotta un approccio modulare e include anche il supporto all’internazionalizzazione dei contenuti.
Come per Chrome, Google si augura che la disponibilità di questi strumenti permetta agli sviluppatori di creare applicazioni Web più veloci e avanzate. Tutti i sorgenti degli strumenti di famiglia Closure sono rilasciati con licenza Apache Licence 2.0.
Fonte: IlariaLab
File2.ws è un servizio gratuito che permette di convertire qualsiasi tipo di file in una pagina web pubblica on-line.
File2.ws non richiede alcuna registrazione. Per utilizzarlo basterà uppare un qualsiasi tipo di file presente sul disco fisso utilizzando l’apposito form sulla home page di File2.ws.
Ogni file trasformato in pagina web ha un unico indirizzo web (esempio: [file2.ws] ), questo consente di condividere informazioni in modo rapido ed efficiente con i vostri amici o con un gruppo di persone su internet.
File supportati:
immagine – foto (jpeg, gif, png, svg…)
formati audio (mp3, ogg…)
documenti (doc, pdf, odt, txt, rtf, ppt…)
programmazione – codice sorgente (java, php, cpp…)
documenti web (html, htm, swf…)
archivi (zip, rar, tar…)
video, fonts, and more…
Fonte: OpenSource
Dopo aver rilasciato Firefox 3.6 beta 1 diversi giorni fa, ecco che Mozilla, sempre al lavoro sul suo browser, ha rilasciato nelle scorse ore la nuova versione 3.6 beta 2.
Con la nuova release gli sviluppatori hanno corretto oltre 190 bug e problematiche varie riscontrate sulla prima beta, apportando diversi miglioramenti utili soprattutto agli sviluppatori di componenti aggiuntivi e ai programmatori Web in genere, anche se diversi “fix†contribuiscono, secondo quanto dichiarato, a migliorare l’utilizzo del software da parte degli utenti comuni.
Tra le nuove implementazioni degne di nota della beta 2 ce n’è almeno una particolarmente interessante, parliamo del sistema che dovrebbe impedire al software incompatibile di causare crash del browser che va ad incrementare l’aspetto della stabilità , un aspetto su cui Mozilla punterà probabilmente con decisione per la prossima release del suo programma.
Per il resto non si segnalano novità degne di nota, dato che alcune interessanti funzioni erano già state introdotte con la prima beta, come ad esempio la possibilità di cambiare l’aspetto del programma con estrema facilità , l’avviso che compare in caso l’utente stia usando un’estensione particolarmente obsoleta e il migliorato supporto ai video embebbed, tra le diverse altre.
Per chi fosse interessato, Firefox 3.6 beta 2 si potrà scaricare da subito sia in versione per Windows, sia nella versione per Mac OS, che in versione per Linux.
L’unica raccomandazione riguarda logicamente il fatto che, essendo una beta, il software potrebbe non funzionare correttamente, cosa che ne sconsiglia quindi l’installazione agli utenti meno esperti.
Tags: firefox, firefox 3.6, firefox 3.6 beta 2
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LinuxMint 7 Gloria LiveCD
www.linuxmint.com homepage linux mint 7 gloria LiveCD ( linuxmint baseado no ubuntu jaunty ) |
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| Time: 02:18 | More in Education |
articolo di Alessandro Del Rosso (puntoinformatico.it)

Il team di sviluppo ha confermato che la prossima major release del celebre desktop environment per Linux slitterà a settembre del prossimo anno. Nel frattempo verrà rilasciata la versione 2.30
Roma – In un annuncio ufficiale, il GNOME Release Team ha confermato le indiscrezioni circolate nelle scorse settimane circa il ritardo di GNOME 3.0: la data di rilascio della prossima major release del software è stata effettivamente posticipata da marzo a settembre 2010.
Per conservare l’ormai tradizionale ciclo semestrale dei rilasci, il prossimo marzo verrà invece rilasciata l’ultima release 2.xx di GNOME, la 2.30, che pur focalizzandosi su bug fix e piccole migliorie non mancherà di introdurre anche novità di un certo rilievo.
continua a leggere l’articolo originale su puntoinformatico.it…
Skype on Linux to be Open Sourced
Mandriva 2010.0 has been released
User interview with Mark Lehky, a.k.a. SiKing Web site of the week TipAlt+F2 will open a dialog box where you can enter a single terminal command.
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Linux Mint On My Lenovo S10-2 Netbook
This is the laptop Im using in school.. The Lenovo S10-2 with a 10 inch screen, 1024 MB ram, 160 GB hard disc space, Intel GMA 950 Graphic card, 1,3 megapixel in-built web camera, 6 cells battery.. Processor : 1,66 GHz Intel Atom N280.. Weight : 1,2 kg.. Max screen resolution : 1024 X 600.. It's great to use in school and are not to heavy or to big to travel around with |
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| Time: 03:11 | More in Science & Technology |
| Versione | Nome in codice | Edizione | Window Manager | Codice Base | Versione Ubuntu per Repository | Data di rilascio |
|---|---|---|---|---|---|---|
| 1.0 | Ada | Main | KDE | Kubuntu Dapper Drake | Dapper | 27/08/2006 |
| 2.0 | Barbara | Main | GNOME | Ubuntu Edgy Eft | Edgy | 13/11/2006 |
| 2.1 | Bea | Main | GNOME | Ubuntu Edgy Eft | Edgy | 20/12/2006 |
| 2.2 | Bianca | Main | GNOME | Ubuntu Edgy Eft | Edgy | 20/02/2007 |
| 2.2 | Bianca | Light | GNOME | Ubuntu Edgy Eft | Edgy | 29/03/2007 |
| 2.2 | Bianca | KDE | KDE | Kubuntu Edgy Eft | Edgy | 20/04/2007 |
| 2.2 | Bianca | miniKDE | KDE | Kubuntu Edgy Eft | Edgy | ??/??/2007 |
| 3.0 | Cassandra | Main | GNOME | Bianca 2.2 | Feisty | 30/05/2007 |
| 3.0 | Cassandra | Light | GNOME | Cassandra | Feisty | 15/06/2007 |
| 3.0 | Cassandra | KDE CE | KDE | Cassandra | Feisty | 14/08/2007 |
| 3.0 | Cassandra | MiniKDE CE | KDE | Cassandra | Feisty | 14/08/2007 |
| 3.0 | Cassandra | Xfce CE | Xfce | Cassandra | Feisty | 07/08/2007 |
| 3.1 | Celena | Main | GNOME | Cassandra | Feisty | 24/09/2007 |
| 3.1 | Celena | Light | GNOME | Celena | Feisty | 01/10/2007 |
| 4.0 | Daryna | Main | GNOME | Celena | Gutsy | 15/10/2007 |
| 4.0 | Daryna | Light | GNOME | Daryna | Gutsy | 15/10/2007 |
| 5 | Elyssa | Main | GNOME | Ubuntu Hardy Heron | Hardy | 08/06/2008 |
| 5 | Elyssa | Light | GNOME | Elyssa | Hardy | 08/06/2008 |
| 5 | Elyssa | KDE CE | KDE | Elyssa | Hardy | 15/09/2008 |
| 5 | Elyssa | XFCE CE | Xfce | Elyssa | Hardy | 08/09/2008 |
| 5 | Elyssa | x64 | GNOME | Ubuntu Hardy Heron 64bit | Hardy | 18/10/2008 |
| 5 | Elyssa | Fluxbox CE | Fluxbox | Elyssa | Hardy | 21/10/2008 |
| 6 | Felicia | Main | GNOME | Ubuntu Intrepid Ibex | Intrepid | 15/12/2008 |
| 6 | Felicia | Universal Edition | GNOME | Ubuntu Intrepid Ibex | Intrepid | 15/12/2008 |
| 6 | Felicia | Fluxbox CE | Fluxbox | Xubuntu Intrepid Ibex | Intrepid | 07/04/2009 |
| 6 | Felicia | KDE CE | KDE | Kubuntu Intrepid Ibex | Intrepid | 08/04/2008 |
| 7 | Gloria | Main | GNOME | Ubuntu Jaunty Jackalope | Jaunty | 26/05/2009 |
| 7 | Gloria | KDE CE | KDE | Kubuntu Jaunty Jackalope | Jaunty | 03/08/2009 |
| 8 | Helena | Main | GNOME | Ubuntu Karmic Koala | Karmic | fine novembre 2009 |
| Legenda: | ||||
|---|---|---|---|---|
| Obsoleta | Vecchia versione ancora supportata | Versione corrente | Beta/Release Candidate | Prossima versione |
Fonte: OpenSource
Quello dei filesystem è un “terreno minatoâ€. Ad ogni occasione, conferenza, incontro, simposio, ritrovo di hacker del kernel Linux, spunta fuori l’argomento dei filesystem. Lo stesso Linus Torvalds in più di una occasione ha sottolineato che quello dei filesystem è il settore del kernel Linux più in fermento.
Quest’anno poi al Linux-Kongress 2009, che si è tenuto la scorsa settimana a Dresden (Germania), ci sono stati interventi proprio sui filesystem di Linux. Gli oratori sono stati Jan Kára, sviluppatore dei SUSE Labs e il famoso Theodore Ts’o, sviluppatore IBM, CTO (Chief Technology Officer) della Linux Foundation, nonché maggiore autore della famiglia di filesystem EXT, in particolare Ext4. Insomma, era presente uno dei guru dei filesystem Linux.
Theodore Ts’o, certamente brillante e certamente una personalità del mondo Linux, non ha potuto che evangelizzare il nuovo e recente Ext4, e lo ha fatto in particolare parlando delle applicazioni che questo potrà avere in ambito Cloud Computing e Mobile Computing.
Jan Kára, invece, ha messo un po’ di pepe nella ricetta. Ext4 o Btrfs? Questo il tema da lui affrontato. Ext4 ormai è adottato come filesystem di default da quasi tutte le distribuzioni più importanti. Ext4 è un filesystem quasi maturo, e pronto per un utilizzo di massa anche in ambito enterprise. Ext4 sembrerebbe essere il futuro.
Allora perché esiste Btrfs? In cosa differisce da Ext4? Perché aziende come Intel puntano all’utilizzo di Btrfs piuttosto che Ext4 sui propri prodotti desktop e mobile?
La presentazione (PDF) di Jan Kára, e il documento (PDF) da lui diffuso su Internet, cercano di rispondere ad alcune di queste domande. Vengono analizzati nel dettaglio i due filesystem, vengono confrontati, e vengono riportati i risultati di alcuni benchmark. Btrfs sembra essere più veloce, più prestante, e soprattutto anche già pronto per un utilizzo su memorie di massa di tipo SSD (Solid State Drive). Le funzionalità di Snapshot e di Checksum, già prese in considerazione da Intel, sono una caratteristica di Btrfs da non sottovalutare. Purtroppo Btrfs ancora non è “production readyâ€, e bisognerà attendere ancora qualche mese.
Voi da che parte siete? Vi schierate a favore di Ext4 o di Btrfs? Distribuzioni come Ubuntu, Fedora ad oggi hanno scelto Ext4 come filesystem di default, credete in futuro passeranno a Btrfs?
Approfondimento: analisi di Theodore Ts’o sulle prestazioni dei Filesystem Check di Ext4.
Tags: btrfs, ext4, filesystem

Chi possiede un sito sa bene quanto sia importante avere un’ottima reperibilità per far in modo che più utenti possibile riescano a visualizzare correttamente le proprie pagine web.
Tuttavia può capitare che in una precisa locazione e/o in un dato momento, il sito web risulti non raggiungibile; spesso può capitare da un problema di connessione con il provider Internet utilizzato, restrizioni firewall etc.
Herdict è un progetto con impronta sociale che consente di inviare una richiesta per la verifica di accessibilità di un determinato sito web ad altri utenti sparsi in tutto il pianeta.
Il funzionamento è semplice: si inserisce l’URL di un sito web, si attende la visualizzazione e successivamente si compilano alcuni campi con il resoconto del caricamento pagine web.
Sarà quindi possibile indicare il test di visualizzazione, il paese di appartenenza, le probabili cause di mancato caricamento, commenti etc.
E’ disponibile anche un add-on per Firefox che permette di verificare l’accessibilità dei siti web durante la navigazione.
In definitiva, Herdict ci aiuta monitorare la visualizzazione di un sito web in forma collaborativa.
Servizio completamente gratuito.
Vai a: Herdict
Fonte:OpenSource
Thunderbird 3 sta lentamente schiudendo il suo uovo. Pian, pianino, il mail client della Mozilla Foundation sta preparandosi ad uscire e ad invadere i nostri desktop.
Stando alle ultime notizie diffuse su CNet sembra che nei prossimi giorni sarà rilasciato Thunderbird 3 Release Candidate 1.
Una volta, qualche anno fa Thunderbird era considerato al pari di Firefox uno dei prodotti di punta della Mozilla Foundation. Poi, negli ultimi tempi la Fondazione ha dedicato molte più energie a Firefox che a Thunderbird, surclassando quest’ultimo ad un prodotto quasi secondario. Con il prossimo Thunderbird 3 le cose potrebbero cambiare.
Tre le novità più importanti: una nuovo engine per gli add-on, un nuovo motore di ricerca sugli archivi, una nuova interfaccia grafica. L’obiettivo è quello di fare di Thunderbird non solo un mail client ma uno strumento per la produttività personale, ma anche aziendale.
Grazie al nuovo engine per gli add-on sarà facile scrivere estensioni che si interfacciano alle Web-application sparse per il mondo. Pensate ad una estensione Google Calendar, ad una per Twitter, e perché no anche ad una per YouTube.
In ambito enterprise, poi, sarà molto più semplice sviluppare componenti che si integrano coi prodotti utilizzati in azienda.
Buona parte della fortuna del nuovo Thunderbird, però, sarà sempre dovuta a Firefox, visto che il client integrerà al proprio interno parte dell’engine Web Gecko alla base del Web browser.
Siete pronti per il nuovo Thunderbird? Volete utilizzare il nuovo motore di ricerca, più veloce e più preciso di quello di Thunderbird 2? La nuova interfaccia grafica, organizzata secondo la filosofia dei tab, sarà di vostro gradimento?
Cosa ne pensate di Raindrop?
Tags: thunderbird, thunderbird 3
Fonte: OpenSource
La nostra segnalazione di FatELF ha scatenato un po’ discussioni sull’utilità di progetti simili: qualcuno sosteneva che la comodità di avere un eseguibile unico avrebbe semplificato la distribuzione degli applicativi mentre altri sottolineavano l’impatto sulle dimensioni dei file (e le conseguenze sui mirror che li distribuiscono).
Sfortunatamente per chi ci sperava dobbiamo però comunicare l’arresto del suo sviluppo. Con un post abbastanza critico nei confronti dalla comunità del software libero (per la fredda accoglienza data a FatELF), Ryan Gordon ha infatti annunciato il congelamento del progetto.
L’opposizione a FatELF è arrivata, praticamente, da tre fronti: quello degli sviluppatori Linux, quello del mantainer delle librerie glibc (Ulrich Drepper) e quello del Software Freedom Law Center.
I primi si sono detti non interessati al progetto e, stando alla posizione di Gordon, taluni non avrebbero nemmeno compreso il suo funzionamento; sulla stessa lunghezza d’onda anche Drepper, certamente non nuovo a polemiche di vario genere.
La colpa del Software Freedom Law Center sarebbe invece quella di non aver risposto in tempi ragionevoli alla richiesta di assistenza legale per comprendere se il progetto violasse eventuali brevetti legati alla tecnologia dei “binari universaliâ€.
La frase conclusiva di Gordon?
L’open source è molto più gratificante quando lavori su un tuo progetto. Contribuire ad altri progetti? Alla fine sembra che non sia così divertente.
Aggiungetevi! Non occorre alcuna registrazione!
show_guestmap(523, 490, 'diego1188');
Cliccate sulla mappa: vi si apre una finestra contenente la mappa e con sopra un campo dove inserire il nome della vostra città (mettere sempre “italia” dopo il nome della città ) e premete “Search”; inserite quindi un nome, scegliete una faccia… e il gioco è fatto! ![]()
Potete individuare la vostra città anche spostando la mappa e zoomando con il cursore sulla sinistra: nel punto in cui cliccherete sarà inserito il vostro marker.
This week on, The Computer Action Show!
Skype just might be going open source, Red Hat requires you run Windows, and Mandriva’s got a BIG new release, WE GIVE YOU THE DETAILS!
THEN – We give you part 2 of our openSUSE 11.2 review
PLUS – A bunch of listener feedback!
All this week on, The Computer Action Show!
LocalCooling, a mio avviso, è un programmino davvero utile che oltre a farci risparmiare qualche soldino sulla bolletta della luce, contribuisce al risparmio energetico in modo che ci siano meno sprechi.
Questo software gratuito permette di controllare i settaggi delle modalità di risparmio energetico del pc, con qualche funzione in più rispetto a quelle normalmente presenti in un computer.
Grazie a questa utility è possibile impostare dopo quanto tempo si deve spegnere il monitor, dopo quanto tempo d’inattività il pc si deve spegnere e riesce a monitorare il consumo energetico di ogni singlo componete hardware installato sul pc.
Inoltre ci informa su quanta energia si sta risparmiando e quanto si è risparmiato a partire dalla sua installazione in termini di alberi, galloni di petrolio e KWh.
Fonte: ghacks.net N.B.- Da testare, anche se probabilmente gira solo su Windows
EDIT da Admin: post corretto per inserzioni pubblicitarie….
Fonte: OpenSource
Brandon Sterne, Security Program Manager, ha presentato ufficialmente la prima versione ufficiale di browser che supporta la tecnologia Content Security Policy (CSP).
Di cosa si parla? Content Security Policy è una tecnologia pensata per combattere gli attacchi “cross-site scripting†(XSS). Un attaccante che vuole “minare†un sito Web dinamico può farlo iniettando del proprio codice JavaScript, e facendo caricare alla pagina Web dei propri script, per lo più presenti su un dominio diverso da quello di origine del sito Web. Bene, CSP serve a combattere questo tipo di situazioni.
Quindi? Mozilla Foundation sta lavorando a CSP proprio per proporre agli sviluppatori Web una tecnologia in grado di aumentare la protezione dagli attacchi XSS.
Come funziona? Content Security Policy al momento si basa su un principio molto semplice: lo sviluppatore Web deve indicare all’interno delle proprie pagine i domini considerati sicuri. Il browser garantirà che verranno caricati ed eseguiti solo gli script appartenenti ai domini indicati come sicuri.
Al momento Brandon Sterne e il team di Mozilla hanno messo a disposizione una versione dei browser Web Firefox e Fennec con supporto Content Security Policy. Inoltre è stata pubblicata una demo-online che dimostra come utilizzare la tecnologia. In questo modo è possibile iniziare a sperimentare la tecnologia proposta e far pervenire i propri feedback.
Tags: cross site scripting, fennec, firefox
Preparations for the next version of Mint, Helena, is going on and as our Twitter indicates we are testing the first internal betas of Mint 8 Helena
Mint 8 – Boot sequence will be different
Monthly stats – October 2009
* News about Linux
Ubuntu 9.10, Karmic Koala, was released.
Mandriva Linux 2010 was released
GNOME 3.0 May Not Come Until September 2010
IBM and Ubuntu roll Linux for U.S desktops vs Windows 7
Is Kubuntu Caught in a Downward Spiral?
An open source version of Linux client is being developed for Skype
Security Hole in Kernel Allows Privilege Extensions – if you run ” cat /proc/sys/vm/mmap_min_addr ” and get a vaule higher than zero you are OK. This is an old bug coming to life again
USB stick security flaw puts data at risk – the cracked operating system in this case is Linux kernel 2.6.26
The latest news about the kernel is always found here
* News about Open Source
Drupal Moves Into the White House
ApacheCon US 2009 was sponsored by Microsoft and thawte
Richard Stallman wants the European Commission to block the acquisition of MySQL by Oracle with its proposed acquisition of Sun.
Red Hat invests in the MySQL open source database competitor EnterpriseDB – this could have an impact on the Oracle – MySQL “problem”
* News about IT
A compromise was reached on the EU Telecom package and the amendment suggestion 138.
(Link to a Swedish page, but the compromise text is found in English – I have not been able to find any other good link)
CIA Buys Stake in Firm That Monitors Blogs, Tweets
Mark Shuttleworth praises “excellent” Windows 7
Cnet review of Windows 7
640,000 sites and approximately 5.8 million pages were infected in Q3′09
Facebook Wins $711 Million In Case Against ‘Spam King’
The Windows exploit Gumblar is Reloaded
Internet phone systems become the fraudster’s tool
Facebook users hit by botnet attack (When I googled this I saw that most hits were in Slavic languages)
* Hardware news
New material would allow a fingernail-sized chip store a terabyte
Tilera To Release 100-Core Processor
* Other news
Nokia “Only” Wants $200 Million From Apple In iPhone Patent Suit
Linus Torvalds gives Windows 7 thumbs up
* Comic of the week
Credit goes to xkcd
* More about Linux Mint
How to donate
Blog The planet Wiki Forum Twitter Mintcast
* Editors comment
As always – if you find something I’ve missed in the newsletter please tell me – you can post a comment.
It’s been while since that last newsletter, unfortunately I have too much to do to publish more often.
Enjoy life
Husse

Fonte: TecnoPassion
Mockingbird è uno strumento online, dedicato principalmente a sviluppatori di siti web, che consente di creare">[http%3A%2F%2Fadvertiser%2Eedintorni%2Enet%2Fredirect%2Easp%3FidG%3D92508%26idA%3D92508%26query%3Dcreare%2Bsito%2Bweb%26cpk%3Dq%26idU%3D416%26location%3Dhttp%253A%252F%252Fwww%252Eedintorni%252Enet%252Fit%252Fadvertiser%252Easp&r=&x=1257543178203&z=tt.lh.7B99E7C9E13284FF036C7FB278B14065&i=336">creare] il mock-up di un progetto web.
Un mock-up di un sito web, detto in parole semplici, è in l’anteprima cartacea o grafica che viene presentata al cliente in fase di svilluppo: un prototipo del progetto che si andrà a creare.
Mockingbird mette a disposizione un pratico editor con tutti gli elementi grafici per creare facilmente mock-up dal proprio browser web. Basta accedere all’editor online e trascinare mediante drag&drop gli elementi nella finestra principale per creare il nuovo mock-up.
Il servizio è gratuito, permette di registrare un account per memorizzare e condividere i progetti direttamente online.
Vai a: Mockingbird
Fonte: OpenSource
Linux conquisterà il 32 percento dei netbook venduti nel 2009. Lo afferma una ricerca recentemente realizzata dalla società di analisi ABI Research, da cui si deduce anche che il trend di Linux sui netbook è tutt’altro che in ribasso.
I risultati presentati contraddicono quello che era ormai stato accettato dai pinguini come l’amara realtà . Ovvero che i netbook con Linux venivano restituiti quattro volte più che quelli con Windows e che, a detta di Microsoft, Windows XP aveva lo scorso aprile il 96% di questa fascia di mercato.
La stessa Microsoft ha comunque dovuto riconoscere che il pinguino ha ricominciato a correre e le nuove stime di Redmond indicano Windows presente solo sul 93% dei netbook.
ABI Research azzarda anche delle previsioni per il futuro. Secondo la loro ricerca, nel 2013 sarà Linux il sistema più diffuso sui netbook. Questo sarà dovuto ad un boom di installazioni Moblin, accompagnate da computerini equipaggiati con Android e Chrome OS.
Bisogna inoltre considerare anche l’incognita ARM. Windows per desktop non è adatto a girare su questa architettura, mentre la maggior parte delle distribuzioni e dei sistemi Linux non soffre dello stesso problema. Microsoft ha però dal canto suo la possibilità di offrire Windows CE, che però non regge il confronto in quanto a funzionalità e disponibilità di applicativi.
Sembra quindi che sui netbook Windows 7 non riuscirà a chiudere il becco al pinguino, soprattutto nel Sud-Est asiatico dove il mercato è molto più aperto alle alternative rispetto a quello americano. E qui in Italia quali sono le vostre impressioni?
Per anni gli amministratori di sistema hanno avuto a che fare con netfilter e iptables. Il primo è un framework interno al kernel Linux pensato per creare filtri per la gestione dei pacchetti scambiati sulle interfacce di rete, il loro instradamento, il NAT (network address translation), il NAPT (network address and port translation), e altro ancora. Il secondo è un tool di alto livello pensato per facilitare la gestione di netfilter.
Netfilter e iptables una coppia nota a molti, efficiente, efficace, completa nelle funzionalità offerte, ma abbastanza ostica da usare. È proprio per abbattere le difficoltà di questo sistema che Canonical ha pensato bene di introdurre con Ubuntu 8.04 LTS un nuovo tool: Uncomplicated Firewall (UFW). Si tratta di un sistema di alto livello più semplice da usare di iptables e che fa proprio uso di quest’ultimo
Con UFW è possibile impostare regole di firewalling per il controllo del traffico in ingresso e in uscita al proprio PC. Il tutto con semplici comandi di shell, o modificando alcuni file di configurazione.
UFW è nato con Ubuntu 8.04, si è diffuso con Ubuntu 8.10, e solo con Ubuntu 9.04 e la neonata Ubuntu 9.10 sta maturando. Certo, di lavoro da fare ce n’è molto, ma stando alla tabella che riassume le principali funzionalità di UFW si può dire che il prodotto è già ad un buon livello di usabilità . Probabilmente solo con Ubuntu 10.04 e Ubuntu 10.10 (ottobre 2010) ci sarà la sua completa affermazione.
Uncomplicated Firewall può essere gestito tramite lo script di shell SysV di nome /lib/ufw/ufw/ufw-init. Usando questo script è possibile avviare (start), arrestare (stop) il firewall, ed è anche possibile ripulire le regole impostate (flush-all).
Il toool a linea di comando di nome ufw consente di impostare, cancellare e ispezionare le regole di firewalling. Semplici comandi di sheel, facili da capire, e da ricordare e usare fanno di ufw uno strumento davvero potente.
I file di configurazione sono più di uno e consentono di controllare tutta la gestione del firewall:
Veniamo a qualcosa di pratico. Impostiamo qualche regola di firewalling. In pratica usiamo UFW.
Volete vietare l’accesso al servizio FTP?
$ sudo ufw deny 21
Volete abilitare l’accesso SSH al vostro PC?
$ sudo ufw allow ssh/tcp
Volete abilitare il traffico HTTP in ingresso?
$ sudo ufw allow 80/tcp
Volete consentire l’accesso dalla vostra LAN?
$ sudo ufw allow from 192.168.0.0/16
Volete vietare l’accesso alla porta 514 dall’host 1.2.3.4?
$ sudo ufw deny proto udp from 1.2.3.4 to any port 514
Semplice come bere un bicchiere d’acqua. Comandi facili da leggere, e da ricordare. La gestione del firewalling diventa davvero immediata.
Ovviamente, anche se scontato, ricordiamo che per attualizzare una regola di firewalling è necessario riabilitare il firewall. Ecco, è sufficiente il seguente comando:
$ sudo ufw enable
Infine se volete verificare la configurazione impostata basta digitare il comando di shell:
$ sudo ufw status
Sbizzarrite la vostra fantasia. Usate UFW per risolvere le vostre esigenze. Mettete in sicurezza il vostro PC. Buon firewalling.
Tags: firewall, ubuntu, ubuntu 10.04, ubuntu 9.10
Per anni gli amministratori di sistema hanno avuto a che fare con netfilter e iptables. Il primo è un framework interno al kernel Linux pensato per creare filtri per la gestione dei pacchetti scambiati sulle interfacce di rete, il loro instradamento, il NAT (network address translation), il NAPT (network address and port translation), e altro ancora. Il secondo è un tool di alto livello pensato per facilitare la gestione di netfilter.
Netfilter e iptables una coppia nota a molti, efficiente, efficace, completa nelle funzionalità offerte, ma abbastanza ostica da usare. È proprio per abbattere le difficoltà di questo sistema che Canonical ha pensato bene di introdurre con Ubuntu 8.04 LTS un nuovo tool: Uncomplicated Firewall (UFW). Si tratta di un sistema di alto livello più semplice da usare di iptables e che fa proprio uso di quest’ultimo
Con UFW è possibile impostare regole di firewalling per il controllo del traffico in ingresso e in uscita al proprio PC. Il tutto con semplici comandi di shell, o modificando alcuni file di configurazione.
UFW è nato con Ubuntu 8.04, si è diffuso con Ubuntu 8.10, e solo con Ubuntu 9.04 e la neonata Ubuntu 9.10 sta maturando. Certo, di lavoro da fare ce n’è molto, ma stando alla tabella che riassume le principali funzionalità di UFW si può dire che il prodotto è già ad un buon livello di usabilità . Probabilmente solo con Ubuntu 10.04 e Ubuntu 10.10 (ottobre 2010) ci sarà la sua completa affermazione.
Uncomplicated Firewall può essere gestito tramite lo script di shell SysV di nome /lib/ufw/ufw/ufw-init. Usando questo script è possibile avviare (start), arrestare (stop) il firewall, ed è anche possibile ripulire le regole impostate (flush-all).
Il toool a linea di comando di nome ufw consente di impostare, cancellare e ispezionare le regole di firewalling. Semplici comandi di sheel, facili da capire, e da ricordare e usare fanno di ufw uno strumento davvero potente.
Da notare, in ogni caso, che in Linux Mint esiste una interfaccia grafica, Gufw (Sistema > Amministrazione > Firewall configuration), che permette la configurazione del firewall senza usare il terminale.
I file di configurazione sono più di uno e consentono di controllare tutta la gestione del firewall:
Veniamo a qualcosa di pratico. Impostiamo qualche regola di firewalling. In pratica usiamo UFW.
Volete vietare l’accesso al servizio FTP?
$ sudo ufw deny 21
Volete abilitare l’accesso SSH al vostro PC?
$ sudo ufw allow ssh/tcp
Volete abilitare il traffico HTTP in ingresso?
$ sudo ufw allow 80/tcp
Volete consentire l’accesso dalla vostra LAN?
$ sudo ufw allow from 192.168.0.0/16
Volete vietare l’accesso alla porta 514 dall’host 1.2.3.4?
$ sudo ufw deny proto udp from 1.2.3.4 to any port 514
Semplice come bere un bicchiere d’acqua. Comandi facili da leggere, e da ricordare. La gestione del firewalling diventa davvero immediata.
Ovviamente, anche se scontato, ricordiamo che per attualizzare una regola di firewalling è necessario riabilitare il firewall. Ecco, è sufficiente il seguente comando:
$ sudo ufw enable
Infine se volete verificare la configurazione impostata basta digitare il comando di shell:
$ sudo ufw status
Sbizzarrite la vostra fantasia. Usate UFW per risolvere le vostre esigenze. Mettete in sicurezza il vostro PC. Buon firewalling.
Lo Iab Forum 2009 ha fatto da cornice alla presentazione di Google Wave in Italia. Sul nuovo strumento di collaborazione targato Google c’è molta aspettativa e molta curiosità . E nonostante la società di Mountain View abbia diffuso alcune anticipazioni, è ancora presto per dire se e come Wave potrà sostituire tutti gli strumenti (e-mail, client di messaggistica, tool di collaboration e condivisione) che quotidianamente vengono usati dagli utenti.
Sicuramente Wave vuole superare le limitazioni attuali dell’e-mail (che rimane uno strumento asincrono), ma non è detto che vada a sostituire il classico client di posta. Lo stesso Lars Rasmussen, il “padre†di Wave, in collegamento da Zurigo nel corso dello Iab Forum, ha affermato che stanno valutando come integrare i due strumenti.
Cos’è quindi Wave? Semplificando, è uno strumento software (ma anche un protocollo, ci torneremo sopra nel prosieguo dell’articolo) che permette di interagire, collaborare e condividere documenti di vario tipo con altri utenti, il tutto da una singola schermata.
Il punto di partenza è proprio il concetto di “Wave†che nell’ottica Google integra conversazione e documenti, da intendersi questi nella più ampia accezione possibile (testi, immagini, mappe, video).
Questa “onda†ha due caratteristiche importanti: è condivisa (ogni partecipante può non solo modificare il contenuto, ma replicare in ogni singola parte della conversazione coinvolgendo anche altri partecipanti) ed è in tempo reale (se il partecipante è online il testo trasmesso è immediatamente visualizzato, proprio come i classici strumenti di instant messaging).
Teoricamente, e Google ci sta lavorando, si può prevedere un servizio di traduzione vocale fra due partecipanti: un utente parla al microfono del PC, la trascrizione viene gestita come “onda†e tradotta dal servizio di Google, dopodiché un sintetizzatore vocale “legge†quanto tradotto sul PC del secondo utente.
La flessibilità di Wave permette di preparare eventi, creare gruppi di lavoro, condividere le note di una riunione, organizzare sessioni di brainstorming o giocare a Sudoku con gli amici.
Ma Wave non è solo un tool di collaborazione, ma anche un’estensione del protocollo Xmpp (Extensible Messaging and Presence Protocol). Il che significa gli sviluppatori potranno realizzare applicazioni ed estensioni interoperabili con la piattaforma Google e personalizzarla con nuove funzionalità . In questo senso è interessante un prototipo sviluppato da Sap che permette agli utenti di un progetto di collaborare in tempo reale sulla definizione dei diagramma di flusso.
Attualmente Wave è usato da “centinaia di migliaia di utenti†come ha specificato Rasmussen, ma il tool rimane accessibile solo tramite invito. L’apertura al grande pubblico è prevista per la seconda metà del 2010.
Si chiama Google Dashboard ed è una nuova funzionalità introdotta oggi da Google, che consente di gestire da un unico punto di accesso tutte le informazioni associate al proprio account, modificando le impostazioni, gestendo i servizi.
Attraverso la Dashboard, che è stata sviluppata in Europa dai team di Monaco e Zurigo, è possibile ad esempio modificare le impostazioni della posta o le modalità di salvataggio della cronologia Web.
La nuova “dashboard”, termine che in italiano può essere tradotto come “cruscotto”, “pannello di controllo”, consente anche di verificare quali dati, relativi alla propria identità ed alle attività espletate in Rete, sono in possesso del colosso di Mountain View. Tra le informazioni consultabili, infatti, vi è anche la lista delle ricerche effettuate utilizzando il motore di ricerca ed un’opzione che consente di annullarne, in futuro, la memorizzazione e quindi la conservazione sui server di Google.
Più prodotti Google l’utente è solito impiegare, maggiore è il quantitativo di dati che i server della società fondata da Page e Brin memorizzeranno: cronologia delle ricerche, posta elettronica, blog e siti informativi consultati, video visualizzati su YouTube, attività , elenchi di acquisti, “news alerts”. La nuova “dashboard” offre una panoramica completa su queste informazioni.
Va comunque rammentato che Google conserverà informazioni relative alle operazioni espletate utilizzando i propri servizi solo se l’utente, possessore di un account, risulta “loggato”.
Google, da parte sua, vuole sottolineare come la “dashboard” rappresenti un ulteriore sforzo nell’intento di fornire agli utenti gli strumenti più utili per gestire tutti i dati personali.
Fonte: IlariaLab
Bubunga è un nuovo motore di ricerca made in Italy che ha il codice di Google alla sua base e allo stesso tempo assomiglia molto a Bing… ma che in compenso presenta alcune funzionalità che sicuramente renderanno le ricerche sul web più rapide, mirate e gradevoli.
Bubunga oltre a permettere la ricerca all’interno di un singolo sito web, consente anche di effettuare delle ricerche mirate per formato: .pdf .doc .xls .ppt .swf .ps .dwf .kml .kmz .rtf; possiamo anche ricercare video, documenti e informazioni su Wikipedia.
Con questo motore di ricerca è possibile visualizzare le anteprime dei siti web direttamente nella pagina dei risultati di ricerca, inoltre ogni risultato può essere inviato velocemente agli amici cliccando sugli appositi link oppure condiviso su Facebook.
Infine Bubunga è completamente personalizzabile… possiamo infatti modificare il titolo, i colori e lo sfondo a nostro piacimento.
Fonte: OpenSource
A pochi giorni di distanza dal rilascio della rivale Ubuntu 9.10, ecco arrivare una delle principali contendenti al ruolo di regina delle distribuzioni desktop: Mandriva 2010.0.
Si tratta, come spesso accade per questa distribuzione, di un rilascio ricco di importanti novità tese a migliorare ancor di più l’usabilità generale e la reattività del sistema. A livello grafico la cosa che salta subito all’occhio è il nuovo tema e artwork e i bellissimi wallpaper, selezionati grazie a una competizione rivolta alla comunità di utenti.
Come desktop environment la scelta del team della distro si è indirizzata verso le ultime release: KDE 4.3.2 (il DE di default) e Gnome 2.28.
Ma l’obiettivo dichiarato di questo rilascio è far diventare Mandriva la miglior distribuzione per netbook. In questa luce va letta l’inclusione di Moblin, l’ambiente creato da Intel per l’utilizzo sugli ultraportatili. Ma non è tutto. Sempre per i netbook, e in particolare per la gamma Eee PC di Asus, sono stati introdotti notevoli miglioramenti in Mandriva 2010, rendendola una distro capace di riconoscere l’hardware di qualsiasi modello di Eee PC in commercio.
Sempre in ottica netbook, ma non solo, vanno inseriti i miglioramenti ai tempi di boot, ridotti ulteriormente rispetto a Mandriva 2009 Spring, accompagnati da una notevole velocità anche in fase di spegnimento, ibernazione e sospensione.
Per maggiori informazioni su tutte le novità di Mandriva 2010, rimando alla pagina del wiki ufficiale e all’articolo pubblicato tempo fa su oneOpenSource con le venti novità più importanti introdotte.
Al momento, il blog ufficiale ancora non riporta l’annuncio del rilascio ma sono già presenti sui mirror le immagini ISO di Mandriva 2010.0.
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Tags: mandriva, mandriva 2010

Get Lat Lon è un semplice strumento">[http%3A%2F%2Fadvertiser%2Eedintorni%2Enet%2Fredirect%2Easp%3FidG%3D91271%26idA%3D91271%26query%3Dstrumento%26cpk%3De%26idU%3D287%26location%3Dhttp%253A%252F%252Feu%252Egomeo%252Ecom%252F%253Fquery%253D%2525keyword%2525%2526country%253Dit%2526track%253D%2525keywordid%2525%2526charset%253D3&r=&x=1257283835828&z=tt.lh.7A57EB2A2312EBCB5BD79FEAC475E84C&i=336">strumento] web">[http%3A%2F%2Fadvertiser%2Eedintorni%2Enet%2Fredirect%2Easp%3FidG%3D91271%26idA%3D91271%26query%3Dservizio%2Bweb%26cpk%3Dk%26idU%3D287%26location%3Dhttp%253A%252F%252Feu%252Egomeo%252Ecom%252F%253Fquery%253D%2525keyword%2525%2526country%253Dit%2526track%253D%2525keywordid%2525%2526charset%253D3&r=&x=1257283835828&z=tt.lh.7A57EB2A2312EBCB5BD79FEAC475E84C&i=336">web] che ci aiuta a trovare le coordinate geografiche di qualsiasi località del mondo.
Si tratta di un mashup, ovvero un servizio">[http%3A%2F%2Fadvertiser%2Eedintorni%2Enet%2Fredirect%2Easp%3FidG%3D91271%26idA%3D91271%26query%3Dservizio%2Bweb%26cpk%3Dk%26idU%3D287%26location%3Dhttp%253A%252F%252Feu%252Egomeo%252Ecom%252F%253Fquery%253D%2525keyword%2525%2526country%253Dit%2526track%253D%2525keywordid%2525%2526charset%253D3&r=&x=1257283835828&z=tt.lh.7A57EB2A2312EBCB5BD79FEAC475E84C&i=336">servizio] che si appoggia a Google Maps per identificare le città di tutto il pianeta.
L’utilizzo è facilissimo, non necessita di tante spiegazioni: nella casella di testo denominata “Place name†si dovrà inserire il nome della località per visualizzare successivamente la latitudine, longitudine, il fuso orario utilizzato e l’ora corrente.
Non richiede registrazione ed è completamente gratuito.
Vai a: Get Lat Lon
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Get Lat Lon è un semplice strumento web che ci aiuta a trovare le coordinate geografiche di qualsiasi località del mondo.
Si tratta di un mashup, ovvero un servizio che si appoggia a Google Maps per identificare le città di tutto il pianeta.
L’utilizzo è facilissimo, non necessita di tante spiegazioni: nella casella di testo denominata “Place name†si dovrà inserire il nome della località per visualizzare successivamente la latitudine, longitudine, il fuso orario utilizzato e l’ora corrente.
Non richiede registrazione ed è completamente gratuito.
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KnowEm ci aiuta verificare la disponibilità del nostro username in oltre 340 social media network famosi in tutto il mondo.
Normalmente quando effettuiamo la registrazione ad un social network e servizi simili, la scelta più conveniente è quella di utilizzare sempre lo stesso username, anche per far sì che altri utenti ci possano riconoscere.
KnowEm verifica in tempo reale la disponibilità di un nome utente su undeterminato servizio, aiutandoci quindi a risparmiare tempo durante le fasi di registrazione.
L’utilizzo è semplice, basta inserire il nome utente desiderato nella casella di testo e cliccare su “Check It†per visualizzare i risultati di verifica.
Il servizio base è gratuito e non richiede registrazione.
Vai a: KnowEm
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linux mint mini review (gloria)
i am sorry if this video wasnt verry good but its my first vid |
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rs101boy
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| Time: 03:04 | More in Education |
Fonte: OpenSource
Sul Wiki di Mozilla è comparso un mockup di quello che potrebbe essere l’aspetto di Firefox 4.0 su Linux. L’idea di base è comunque alle altre piattaforme (Windows e Mac) e vede come idea di base quella di spostare le schede in alto, sopra la barra degli indirizzi, e di nascondere i menu (chi ha pensato a Google Chrome alzi la mano).
Fino alla versione 3.5 l’aspetto di Firefox su Linux è sempre rimasto “leggermente†indietro rispetto a Windows e Mac, dove gli sforzi degli sviluppatori Mozilla si sono concentrati maggiormente. Purtroppo questo “ritardo†sarà presente anche nella versione 3.6, mentre dovremo attendere il rilascio della versione 3.7 per arrivare ad una parificazione delle interfacce tra i tre sistemi operativi.
La versione 3.7 su Linux vedrà infatti “crescere†il pulsante “indietro†così come già appare su Windows e Mac OS X. Questa release continuerà ad avere il classico aspetto di Firefox, ma ci sarà un alleggerimento dell’interfaccia con la scomparsa delle righe che separano le barre degli strumenti (menu, navigazione e segnalibri), e un ridisegno dei contorni dei tab.
Firefox 3.7 su Linux avrà anche l’arduo compito di integrarsi meglio con i vari temi GTK e QT a disposizione dell’utente. Un “problema†che non esiste su Mac o Windows, dove gli utenti non hanno il dramma di dover scegliere tra temi, colori e interfacce. Beati loro.
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Tags: firefox, firefox 3.7, firefox 4
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How to Install Linux Mint 7 on a VirtualBox by Britec
How to Install Linux Mint 7 on a VirtualBox by britec.co.uk Virtualbox is for those who would like to run an alternate operating system inside Windows rather than dual-boot. Using this software allows you complete control over a virtual environment. If you have the license, you can install another copy of Windows inside Windows, or a Linux distribution, FreeBSD, OpenBSD, even OS/2 Warp! Here is an example tutorial of how to set up Linux Mint 7 inside Virtualbox. www.linuxmint.com www ... |
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Britec09
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| Time: 10:12 | More in Howto & Style |
Fonte: OpenSource
Skype per Linux avrà presto una versione open source. Per calmare gli animi bisogna dire che non sarà aperto tutto il codice del client, ma solo quello relativo all’interfaccia utente.
Le prime avvisaglie di questa piccola rivoluzione del servizio VoIP più diffuso al mondo si è avuta qualche giorno fa in risposta alla richiesta di supporto di un utente Mandriva che aveva dei problemi ad installare Skype sulla propria distribuzione.
In una delle risposte, il supporto di Skype si è lasciato “scappare†un indizio difficilmente equivocabile:
We are happy to be able to inform you that Skype will from now on be part of the open source community.
Siamo lieti di poterti informare che d’ora in poi Skype farà parte della comunità open source.
La conferma è arrivata dal blog ufficiale di Skype per Linux, da cui si legge che Skype sta sviluppando una versione open source della GUI per il proprio client, ma che per ora non ci sono ulteriori dettagli al riguardo, salvo che non dovremmo aspettare molto prima di vedere questa “promessa†manutenuta.
Un’apertura (a metà : i sorgenti delle librerie per la connessione e codifica rimarranno rigorosamente sigillati) che dovrebbe risolvere una volta per tutte i problemi di installazione di Skype sulle sui sistemi Linux a 64bit e sulle distribuzioni “minoriâ€.
Tags: Skype, skype linux, VoIP
Fonte: OpenSource
Sembra che i giorni della versione 1 di GRUB siano ormai contati: anche grazie alla decisione delle principali distribuzioni di passare al più moderno GRUB 2, i ritmi di sviluppo di questo bootloader sono infatti aumentati sensibilmente, tanto che il rilascio della versione finale appare sempre più vicino.
Con la disponibilità di GRUB 1.97 tutte le funzionalità fondamentali sono ormai pronte, tanto che Ubuntu 9.10 Karmic Koala utilizza per default tale versione; questo rilascio arriva a due anni di distanza dal precedente e introduce una novità fondamentale come il supporto al filesystem Ext4.
GRUB 1.97 porta con sé anche il supporto ai RAID 4/6/10, Cygwin e x86_64 EFI (cioé i sistemi Apple), permette di impostare delle password di avvio ed è ora in grado di avviare i kernel di FreeBSD, NetBSD e OpenBSD (probabilmente anche DragonflyBSD); sul versante filesystem, oltre al già citato Ext4, viene segnalato il supporto ad AFS e UDF.
Come al solito, informazioni più dettagliate sono disponibili nell’annuncio ufficiale e nelle note di rilascio.
Donations & Sponsorships:
Many thanks to the following donors and sponsors for financially supporting Linux Mint:
Donors:
Sponsors:
Money raised in October:
* Donations: $3828.02 (147 donors)
* Sponsors: $349.9 (39 sponsors)
http://www.linuxmint.com/donors.php
http://www.linuxmint.com/sponsors.php
User Stats:
Repartition of Linux Mint users across releases:
Web Stats:
Rankings:
Events:
Summary:
Invidiosi degli Universal binary di OS X e stanchi di litigare con le librerie a 32 bit sui vostri sistemi a 64? Ryan Gordon, il famoso sviluppatore anima di icculus.org, ha annunciato un progetto che potrebbe risolvere questi problemi e far compiere a Linux un balzo in avanti nel campo della portabilità dei pacchetti.
Come gli utenti più tecnici ben sanno, il formato nativo degli eseguibili di Linux porta il nome di ELF e il nuovo formato FatELF (elfo grasso) non è nient’altro che un eseguibile che include il codice di più architetture, anche totalmente differenti tra loro.
Con FatELF è possibile far convivere x86 con x86_64 o addirittura architetture più esotiche come PowerPC o MIPS, anche più di due alla volta; ovviamente per supportare questa possibilità è necessario applicare alcune patch al kernel, alle bintutils e a gdb.
Sul sito del progetto, Gordon ha reso disponibile un’immagine Ubuntu 9.04 con supporto a FatELF, le patch da applicare ad un sistema ELF “normale†e le motivazioni alla base del progetto. Nei prossimi mesi Ryan intende aggiungere a FatELF anche il supporto ai binari di Solaris e FreeBSD.
AbiWord è il word processor della suite GNOME Office e nonostante sia meno popolare di OpenOffice.org Writer possiede comunque una rilevante base di utenti, soprattutto quelli che preferiscono alternative leggere o che non possiedono sistemi troppo recenti.
A differenza della controparte inclusa in OpenOffice.org, AbiWord vanta un’integrazione più stretta con GNOME e la recente versione 2.8 radicalizza ulteriormente questo aspetto offrendo, grazie al framework Telepathy, la possibilità di lavorare contemporaneamente in più persone sullo stesso documento.
Per rendere ancora più efficiente questa funzionalità è stato inoltre lanciato il sito AbiCollab.net, un servizio che offre gratuitamente la possibilità di memorizzazione online documenti di AbiWord, semplificando le operazioni di condivisione necessarie per lavorare a più mani su un testo.
AbiWord 2.8 non si limita però ad introdurre questa (grossa) funzionalità : porta con sé anche il supporto alle annotazioni/commenti, compatibilità piena con SVG, visualizzazione multi-pagina dei documenti, supporto migliorato ad ODF (OpenOffice.org) e OOXML (Microsoft) e un nuovo sistema di stampa.
Per i link ai download e per le note di rilascio fare riferimento al sito del progetto.
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Tags: abicollab, abiword, abiword 2.8
Il sito Tuxradar.com ha realizzato questo interessante video comparativo in cui ha messo a confronto i due sistemi operativi Windows ed Ubuntu.
In questa “gara†si calcola il tempo che il sistema impiega per caricarsi completamente e collegarsi ad internet sul browser impostato in autostart.
Nei primi due riquadri a sinistra troviamo Windows Vista ed il nuovo Windows Seven invece nei due riquadri a destra troviamo due versioni di Ubuntu Linux 9.04 e 9.10.
Tutti e 4 gli Os del video sono a 64 bit e sono installati su macchine che hanno la stessa configurazione hardware…
Il vincitore di questo Boot Race è Ubuntu 9.10 che si avvia in 40 secondi, mentre l’ultimo arrivato è il nuovo Windows 7 che per avviarsi impiega ben 72 secondi, 5 secondi in più rispetto a Vista.
Lascio a voi le conclusioni…

Intodit è un servizio web che consente di creare in pochi e semplici passi un sito Wiki.
Come tutti già sanno, un Wiki è un sito web che permette ad ogni utente di inserire contenuti e di modificare quelli già esistenti, inseriti da altri utilizzatori. Wikipedia è l’esempio per eccellenza.
Questo servizio mette a disposizione tutti gli strumenti necessari e spazio hosting per creare rapidamente un sito Wiki personale.
Creato con una interfaccia di semplice utilizzo, il servzio ci guiderà passo dopo passo per creare il Wiki da zero decidendo il nome, descrizione, indirizzo web personale, tema grafico etc.
Richiede naturalmente una breve registrazione per consentire le operazioni di creazione e modifica del sito web.
Servizio interessante e completamente gratuito.
Vai a: Intodit
Fonte: OpenSource
Seppure il progetto ufficiale di Canonical per la conquista dei netbook sia Ubuntu Netbook Remix, “l’incarnazione KDE†della distribuzione africana non vuole assolutamente farsi sfuggire l’opportunità di mostrare la sua scintillante interfaccia dedicata ai piccoli portatili con Kubuntu Netbook.
Con l’avvento di Karmic Koala nasce così l’ennesima “spin†targata Ubuntu, dalle dimensioni ridotte e da tempi di avvio record, ritagliata attorno alla “Plasma Netbook Technical Preview†che mostra tutta la potenza dell’architettura Plasma nata con KDE 4, di fianco ad alcuni peccati problemi di gioventù.
Al primo avvio quello che colpisce l’occhio è di sicuro l’interfaccia, grazie a Oxygen e ad un tema Plasma denominato “Air for Netbook“, più leggero e più chiaro rispetto all’â€Air†tradizionale che troviamo su KDE 4.3 (ma che resta comunque selezionabile). La GUI appare quindi pulita e brillante allo stesso tempo e tutto sembra ben posizionato, anche se i pulsanti per il lock dello schermo e per spegnere il computer sono decisamente troppo piccoli.
Per quanto riguarda l’organizzazione dello spazio di lavoro, Kubuntu Netbook è divisa in due sezioni principali selezionabili dal pannello in alto: Applications e Newspaper. Il primo funge come un enorme menu di applicazioni a tutto schermo, che fa molto pensare ad un eventuale utilizzo su touchscreen.
Le applicazioni sono raggruppate in diverse sezioni (ad esempio Office, Multimedia e così via) ed è inoltre presente una barra dei preferiti dove è possibile inserire i programmi che si usano più spesso. Le applicazioni possono essere comunque cercate tramite “Strigiâ€, il motore di ricerca interno di KDE, che ovviamente indicizza anche tutti i documenti dell’utente
La sezione Newspaper è invece un raccoglitore di widget Plasma (i cosiddetti plasmoidi) che mostrano contenuti online e non, come feed RSS, le vignette di Dilbert o le note personali. Peccato che nelle prove effettuate da oneOpenSource ci siano stati alcuni problemi ad aggiungere o modificare i plasmoidi sull’ambiente di lavoro. Altro difetto è l’impossibilità di selezionare “a mouse†le finestre correntemente attive: in alto a sinistra viene indicato che un certo numero di applicazioni è in esecuzione ma cliccando non viene visualizzato nessun elenco e occorre usare il buon vecchio “Alt + Tab†per passare da un’applicazione all’altra.
Insomma una distribuzione per molti ma non per tutti, che promette molto bene anche grazie ad un tempo di boot ridotto ad una manciata di secondi (17 secchi misurati cronometro alla mano), ma che ha ancora alcuni difetti minori per poter essere presa in considerazione da un vendor come scelta di default per equipaggiare i propri netbook.
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Tags: karmic koala, kubuntu, netbook, ubuntu 9.10
Fonte: OpenSource
UbuntuOne è una delle novità di Karmic Koala e nonostante taluni lo vedano come un semplice clone di Dropbox (per di più limitato alla sola piattaforma Linux), questo software potrebbe rappresentare un tassello fondamentale del futuro desktop di Ubuntu, soprattutto con il continuo affermarsi di tecnologie cloud.
Per il momento UbuntuOne offre a ciascun utente 2 GB di spazio, utilizzabili per memorizzare e sincronizzare documenti, foto, musica o qualsiasi altro tipo di file; il servizio permette anche la sincronizzazione delle note di Tomboy e dei contatti di Evolution.
I file memorizzati sui server di UbuntuOne sono accessibili anche attraverso un’interfaccia Web, molto pratica soprattutto quando ci si trova su PC altrui; Canonical offre, inoltre, un’estensione dello spazio disponibile (50 GB) al costo di 10 dollari al mese, la stessa cifra richiesta da Dropbox per un piano identico.
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Tags: dropbox, karmic koala, ubuntu, ubuntu 9.10, ubuntuone
Si dice che le immagini valgano più delle parole e nel caso del software questo detto è più che veritiero: abbiamo quindi deciso di mostrarvi le novità più interessanti di Ubuntu 9.10 Karmic Koala con qualche screenshot.
Xsplash, Ubuntu Software Center, Ext4, Linux 2.6.31, GNOME 2.28: non manca proprio nessuno!
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Tags: gnome 2.28, karmic koala, ubuntu, ubuntu 9.10, ubuntu software center
Fonte: OpenSource
A differenza di quanto necessario con un noto sistema operativo proprietario, aggiornare la propria versione di Ubuntu (e in generale di tutte le distribuzioni basate su Debian) è un’operazione estremamente semplice, che non richiede formattazioni o tempi di attesa interminabili (a patto di avere una connessione Internet a banda larga).
Per passare da Jaunty Jackalope a Karmic Koala, se tutto va per il verso giusto, dovremo solo attendere la notifica della disponibilità di una nuova versione di Ubuntu: se questo accade ci basterà seguire il wizard, attendere il completamento dell’aggiornamento ed effettuare il riavvio finale.
In caso contrario, sinceriamoci per prima cosa di avere tutti i pacchetti di Jaunty aggiornati (utilizziamo il gestore aggiornamenti) e poi lanciamo (da terminale o tramite Alt+F2) il comando
sudo update-manager -d
Questo avvierà il gestore di aggiornamenti forzando il passaggio di versione: la procedura si snoderà tra la rimozione delle vecchie fonti APT, il download dei nuovi pacchetti e l’applicazione delle modifiche; l’unico intoppo in cui potremmo incappare è l’impossibilità di scaricare qualche pacchetto: in questo caso interrompiamo la procedura e ripartiamo da capo (i pacchetti già scaricati verranno mantenuti).
Ecco infine qualche suggerimento per chi fosse in situazioni di ristrettezza di banda o avesse più macchine da aggiornare:
Le schiere di utenti che da diversi anni attendono il rilascio di ogni versione di Ubuntu per richiedere la consegna gratuita dei CD tramite ShipIt rischiano di rimanere a bocca asciutta con Karmic Koala: Canonical ha infatti annunciato modifiche sostanziali al programma di invio.
Anche a causa della sempre maggiore popolarità di Ubuntu, Canonical ha infatti deciso di restringere alle sole LoCo (local community), contributori e utenti di primo piano l’invio di CD gratuiti, invitando il resto della massa ad utilizzare l’aggiornamento online.
L’azienda di Shuttleworth ha comunque annunciato che renderà disponibili all’acquisto dei pacchetti da 5 CD di Ubuntu, al prezzo estremamente popolare di cinque sterline (tasse e spese di consegna escluse).
Sinceramente ho sempre pensato che in troppi abusassero del servizio ShipIt quindi accolgo con indifferenza la decisione di Canonical. La pensate allo stesso modo anche voi?
Tags: canonical, karmic koala, shipit, ubuntu, ubuntu 9.10
Fonte: OpenSource
Forse qualcuno penserà che era solo una questione di tempo, ma quello che sembra il primo caso di virus per Windows approdato su Linux grazie a Wine è rapidamente rimbalzato di blog in blog fino ad approdare su Slashdot.
Per gli utenti Windows, si tratta di un classico caso di un eseguibile “.exe†che installa sul computer un falso antivirus che comincia a segnalare casi di infezione (falsi) per convincere l’utente ad acquistare una versione completa del software o a visitare alcuni siti malevoli.
Per gli utenti Linux il caso è invece particolarmente anomalo. Il software si è infatti installato come applicazione Wine e grazie al perfetto funzionamento di quest’ultimo ha potuto immediatamente mettersi all’opera.
Wine si integra infatti perfettamente nel sistema di notifiche di Gnome, che ha cominciato a segnalare all’utente la necessità di effettuare il finto upgrade. Per essere sicuri di togliersi dai piedi il “problema†è stato necessario disinstallare Wine cancellando anche tutti i file di configurazione (per gli utenti Ubuntu/Debian: “apt-get purge wineâ€).
Sull’accaduto possono essere fatte alcune considerazioni. In primo luogo, l’utente in questione se l’è letteralmente andata a cercare: Firefox aveva segnalato correttamente come malevolo il sito da cui è stato scaricato il falso antivirus, segnalazione valida anche per i sistemi Windows.
Non si può però nascondere che il “virus†avrebbe potuto arrivare per vie più subdole, magari in allegato, e che un utente inesperto avrebbe potuto installarlo senza porsi troppe domande. Una volta installato non avrebbe potuto fare danni al sistema, ma anche funzionando tramite Wine avrebbe facilmente avuto accesso ai dati personali dell’utente: password, dati bancari e quant’altro.
Sarebbe forse il caso di fare in modo che tutte le applicazioni Wine girino in un ambiente protetto, senza alcun accesso al file system reale. Sempre che di questi tempi qualche utente Linux abbia ancora bisogno di usare applicazioni Windows.
Tags: linux, virus, wine // '); document.write(''); } if (browName!='Netscape') { document.write(''); document.write(''); } // ]]>

PingTest è uno strumento online che controlla la qualità della propria connessione Internet.
A prima vista potrebbe sembrare come uno di quei tanti servizi online che consentono di verificare l’effettiva velocità della connessione, PingTest invece offre la possibilità di controllare la qualità della linea, evidenziando i tempi di risposta da un determinato server (ping, jitter) e gli eventuali pacchetti dati persi.
Completata la fase di test, il servizio mostrerà la votazione finale inerente la qualità complessiva della connessione Internet.
Per eseguire il test, basta cliccare su “Begin Test†in home page e seguire le semplici istruzioni su schermo">[http%3A%2F%2Fadvertiser%2Eedintorni%2Enet%2Fredirect%2Easp%3FidG%3D5778%26idA%3D89802%26query%3Dschermo%26cpk%3Da%26idU%3D218%26location%3Dhttp%253A%252F%252Ffeed%252Eedintorni%252Enet%252Fkelkoo%252Fredir%252Easp%253Fgo%253D1%2526track%253D%2525keywordid%2525%2526url%253Dhttp%25253A%25252F%25252Fit%25252Eshopping%25252Eyahooapis%25252Ecom%25252Fctl%25252Fgo%25252FoffersearchGo%25253F%25252Ets%25253D1256606440542%252526%25252Esig%25253DizriM%25252EOeLzFw%25255FnxYeKVrbti2omk%25252D%252526catId%25253D154201%252526localCatId%25253D154201%252526comId%25253D6616823%252526offerId%25253Da70d8cb69545de701d7d6c1d8b4c9366%252526searchId%25253D87248117221%25255F1256606440540%25255F10693332%252526affiliationId%25253D96919291%252526country%25253Dit%252526wait%25253Dtrue%252526ecs%25253Dok%2526id%253Da70d8cb69545de701d7d6c1d8b4c9366%2526query%253Dschermo%2526country%253Dit%2526category%253D154201%2526merchant%253D6616823%2526operator%253Dand&r=&x=1256678735750&z=tt.lh.0A21B7D747EF69CF11CEBE4B40EFFC8B&i=336">schermo] .
Il servizio è collegato a SpeedTest, il famoso strumento per verificare la velocità della connessione Internet.
Completamente gratuito.
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Mozilla ha annunciato Raindrop, un progetto nuovo di zecca (ovviamente open source) destinato a rivoluzionare il modo in cui l’utente gestisce le proprie comunicazioni. Raindrop dovrebbe in prima istanza categorizzare i messaggi dell’utente in base alla loro provenienza e in base alla loro importanza, mettendo ad esempio in evidenza le email indirizzate personalmente rispetto alle mailing list.
Ma siccome non di sole email vive l’uomo, ecco che David Ascher CEO di Mozilla Messaging, la costola di Mozilla che sviluppa Thunderbird, include nel futuro spettro di Raindrop la messaggistica istantanea e i servizi come FriendFeed, Twitter e Facebook. In pratica qualunque servizio online che offra delle API per interfacciarsi con applicazioni di terze parti.
Terze parti che avranno il loro bel da fare anche con Raindrop, che secondo la collaudata e premiata filosofia dei prodotti Mozilla potrà essere farcito di estensioni e plugin che ne estenderanno ulteriormente le potenzialità .
Sia gli sviluppatori che gli utenti dovranno attendere la prossima settimana per il download della prima versione aperta al pubblico, e comunque bisognerà considerare Raindrop poco più che allo stadio embrionale.
Cosa dovranno attendersi gli utenti? Non un sostituto alla propria casella email, né qualcosa di troppo simile a “Google Wave†(anche se ormai il “trend†è segnato), anche se Raindrop sarà in grado di rispondere alle comunicazioni o inviare un post su Twitter. Le intenzioni di Mozilla sono piuttosto quelle di fornire agli utenti una “maniglia per il loro mondo digitaleâ€, un raccoglitore e organizzatori di tutto ciò che ricade sotto la definizione di comunicazione personale.
Un raccoglitore che godrà il rango di applicazione a sé stante, ma che includerà invece le più recenti innovazioni introdotte da Mozilla nel campo delle applicazioni Web con il progetto Bespin. Basterà quindi un browser per far funzionare Raindrop, ma non un browser qualunque: al momento dalla mischia sono esclusi Opera e (ovviamente) Internet Explorer.
E siccome troppo grande è la promessa di Mozilla per lasciare gli utenti e i fan a bocca asciutta, ecco uno screencast esplicativo di quello che potremo mettere sotto i denti tra qualche giorno.
Tags: mozilla labs, Mozilla Messaging, Raindrop
Fonte: OpenSource
Quando si dice guardare in avanti: la versione finale di Fedora 12 non è ancora stata rilasciata ma gli sviluppatori stanno già pianificando le funzionalità che dovranno trovare posto in Fedora 13.
Tra le prime funzionalità a finire nel nuovo elenco ce ne sono alcune che gli sviluppatori non sono riusciti ad includere in Fedora 12 ma ne figurano anche altre di totalmente nuove.
All’appello risultano presenti il passaggio alla versione 4 di NFS, l’utilizzo di NFS su IPv6, l’integrazione in yum dell’installazione delle localizzazioni e il supporto a DisplayPort su schede nVidia (driver Nouveau) e AMD (driver radeon).
Stando alla roadmap pubblicata sul wiki del progetto, Fedora 13 è prevista per maggio 2010.
Tags: displayport, fedora, fedora 13, nfs, yum
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An introduction To Linux Mint
Please support Free and Open Source Software, try Linux Mint you can find it here at www.linuxmint.com |
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dekaband
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Si y'a bien un truc qui m'énerve c'est les gros biiips que fait le système lorsqu'il démarre, s'arrête ou lors de la complétion ! Tout cela à cause du pc-speaker interne au système qui est parfois actif sur certaines distributions. Autant dire qu'on ne peut pas trop jouer sur le volume... Donc avant de jeter votre PC par la fenêtre ou que votre femme mette un coup de hache dessus, voici la solution :-p :sudo modprobe -r pcspkrblacklist pcspkr
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brents linux mint xfce compiz desktop take 2
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Fonte: OpenSource
Se possedete un televisore Samsung, un LCD o un LED ovviamente, con ingresso USB oppure con connessione di rete, allora potete provare a caricare Linux come firmware. Anzi, meglio essere più precisi. I televisori Samnsung di base hanno un firmware basato su Linux, non completamente Open, e scaricabile dal sito. Se volete potete provare a modificare il firmware di base e ad accedere alla TV entrando per altra via.
Come iniziare? Su SourceForge trovate il progetto SamyGo che ha proprio come obiettivo l’hacking dei televisori Samsung (nel senso buono del termine).
Il progetto SamyGo al momento comprende poco più di un Wiki, un Forum di discussione, e un canale di informazione Twitter. L’obiettivo attuale è quello di creare una base di conoscenza e di esperienza pratica con l’utilizzo dei televisori Samsung.
Se volete anche voi provare a fare un po’ di pratica dovete procuravi, oltre ad una TV Samsung, un po’ di tool Linux. Anzi, sempre per essere precisi, potete lavorare anche in ambiente Windows, ma noi non possiamo che consigliare Linux. I tool di cui avete bisogno sono: un editor esadecimale, un calcolatore di checksum crc32, un software per l’encryption/decryption di tipo XOR, un ascii editor, e un client telnet. In pratica dovrebbe sufficiente il tool Okteta e un editor come “viâ€.
Una volta procurato il necessario, dovete scaricare il firmware dal sito Samsung, abilitare al suo interno l’avvio del demone telnet, caricare il firmware sulla TV, riavviare la TV, e collegarvi via telnet. Da questo momento in poi la TV è sotto il vostro comando, e potete gestirla senza l’uso del telecomando. Anche le funzionalità di Media Player e DLNA Client sono a vostra disposizione, consentendovi di riprodurre su rete domestica i vostri contenuti multimediali.
Scontato dirlo, ma è bene ricordarlo, prestate attenzione a quel che fate. Sovrascrivere il firmware della vostra TV potrebbe essere o non essere pericoloso. Certamente sarà divertente, ma sarà pur sempre un lavoro da effettuare con cura.
I Mozilla Labs hanno presentato Weave 0.7, l’estensione per la sincronizzazione di segnalibri (e non solo) per Firefox e Fennec. Continuando la corsa cominciata con la release 0.6, sicuramente la novità principale è un generale miglioramento delle prestazioni: adesso è possibile sincronizzare i dati con i server di Mozilla senza penalizzare le performance di Firefox.
Weave 0.7 migliora anche l’utilizzo della memoria, riducendo i dati da trasferire in blocchetti più piccoli (per i navigatori incalliti il peso di cronologia e segnalibri può diventare “importanteâ€). In generale l’attività di Weave sul browser è completamente trasparente all’utente.
Sopra al cofano, l’unica novità rilevante è invece l’interfaccia, elegante e semplificata, forse fin troppo. Bastano pochi click per effettuare un login, scegliere cosa sincronizzare e fare il primo sync. Quando poi si vogliono cambiare alcuni parametri si viene rimandati ad una pagina che permette solo di vedere qualche log e resettare l’account.
È comunque un’altra la grossa mancanza di Weave: Mozilla deve assolutamente spingere la sua creatura sugli altri browser, e soprattutto sui terminali mobili. Weave è già integrato su Fennec che però, in attesa di un roseo futuro, è utilizzato da un pugno di sviluppatori.
Ovviamente il motore di sincronizzazione di Weave è open source e il protocollo di sincronizzazione è aperto e documentato. Chiunque volesse cimentarsi nel fare un plugin per un altro browser è il benvenuto.
Tags: estensioni, firefox, firefox 3.5, weave