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Fonte: TecnoPassion
Mockingbird è uno strumento online, dedicato principalmente a sviluppatori di siti web, che consente di creare">[http%3A%2F%2Fadvertiser%2Eedintorni%2Enet%2Fredirect%2Easp%3FidG%3D92508%26idA%3D92508%26query%3Dcreare%2Bsito%2Bweb%26cpk%3Dq%26idU%3D416%26location%3Dhttp%253A%252F%252Fwww%252Eedintorni%252Enet%252Fit%252Fadvertiser%252Easp&r=&x=1257543178203&z=tt.lh.7B99E7C9E13284FF036C7FB278B14065&i=336">creare] il mock-up di un progetto web.
Un mock-up di un sito web, detto in parole semplici, è in l’anteprima cartacea o grafica che viene presentata al cliente in fase di svilluppo: un prototipo del progetto che si andrà a creare.
Mockingbird mette a disposizione un pratico editor con tutti gli elementi grafici per creare facilmente mock-up dal proprio browser web. Basta accedere all’editor online e trascinare mediante drag&drop gli elementi nella finestra principale per creare il nuovo mock-up.
Il servizio è gratuito, permette di registrare un account per memorizzare e condividere i progetti direttamente online.
Vai a: Mockingbird
Fonte: OpenSource
Linux conquisterà il 32 percento dei netbook venduti nel 2009. Lo afferma una ricerca recentemente realizzata dalla società di analisi ABI Research, da cui si deduce anche che il trend di Linux sui netbook è tutt’altro che in ribasso.
I risultati presentati contraddicono quello che era ormai stato accettato dai pinguini come l’amara realtà . Ovvero che i netbook con Linux venivano restituiti quattro volte più che quelli con Windows e che, a detta di Microsoft, Windows XP aveva lo scorso aprile il 96% di questa fascia di mercato.
La stessa Microsoft ha comunque dovuto riconoscere che il pinguino ha ricominciato a correre e le nuove stime di Redmond indicano Windows presente solo sul 93% dei netbook.
ABI Research azzarda anche delle previsioni per il futuro. Secondo la loro ricerca, nel 2013 sarà Linux il sistema più diffuso sui netbook. Questo sarà dovuto ad un boom di installazioni Moblin, accompagnate da computerini equipaggiati con Android e Chrome OS.
Bisogna inoltre considerare anche l’incognita ARM. Windows per desktop non è adatto a girare su questa architettura, mentre la maggior parte delle distribuzioni e dei sistemi Linux non soffre dello stesso problema. Microsoft ha però dal canto suo la possibilità di offrire Windows CE, che però non regge il confronto in quanto a funzionalità e disponibilità di applicativi.
Sembra quindi che sui netbook Windows 7 non riuscirà a chiudere il becco al pinguino, soprattutto nel Sud-Est asiatico dove il mercato è molto più aperto alle alternative rispetto a quello americano. E qui in Italia quali sono le vostre impressioni?
Per anni gli amministratori di sistema hanno avuto a che fare con netfilter e iptables. Il primo è un framework interno al kernel Linux pensato per creare filtri per la gestione dei pacchetti scambiati sulle interfacce di rete, il loro instradamento, il NAT (network address translation), il NAPT (network address and port translation), e altro ancora. Il secondo è un tool di alto livello pensato per facilitare la gestione di netfilter.
Netfilter e iptables una coppia nota a molti, efficiente, efficace, completa nelle funzionalità offerte, ma abbastanza ostica da usare. È proprio per abbattere le difficoltà di questo sistema che Canonical ha pensato bene di introdurre con Ubuntu 8.04 LTS un nuovo tool: Uncomplicated Firewall (UFW). Si tratta di un sistema di alto livello più semplice da usare di iptables e che fa proprio uso di quest’ultimo
Con UFW è possibile impostare regole di firewalling per il controllo del traffico in ingresso e in uscita al proprio PC. Il tutto con semplici comandi di shell, o modificando alcuni file di configurazione.
UFW è nato con Ubuntu 8.04, si è diffuso con Ubuntu 8.10, e solo con Ubuntu 9.04 e la neonata Ubuntu 9.10 sta maturando. Certo, di lavoro da fare ce n’è molto, ma stando alla tabella che riassume le principali funzionalità di UFW si può dire che il prodotto è già ad un buon livello di usabilità . Probabilmente solo con Ubuntu 10.04 e Ubuntu 10.10 (ottobre 2010) ci sarà la sua completa affermazione.
Uncomplicated Firewall può essere gestito tramite lo script di shell SysV di nome /lib/ufw/ufw/ufw-init. Usando questo script è possibile avviare (start), arrestare (stop) il firewall, ed è anche possibile ripulire le regole impostate (flush-all).
Il toool a linea di comando di nome ufw consente di impostare, cancellare e ispezionare le regole di firewalling. Semplici comandi di sheel, facili da capire, e da ricordare e usare fanno di ufw uno strumento davvero potente.
I file di configurazione sono più di uno e consentono di controllare tutta la gestione del firewall:
Veniamo a qualcosa di pratico. Impostiamo qualche regola di firewalling. In pratica usiamo UFW.
Volete vietare l’accesso al servizio FTP?
$ sudo ufw deny 21
Volete abilitare l’accesso SSH al vostro PC?
$ sudo ufw allow ssh/tcp
Volete abilitare il traffico HTTP in ingresso?
$ sudo ufw allow 80/tcp
Volete consentire l’accesso dalla vostra LAN?
$ sudo ufw allow from 192.168.0.0/16
Volete vietare l’accesso alla porta 514 dall’host 1.2.3.4?
$ sudo ufw deny proto udp from 1.2.3.4 to any port 514
Semplice come bere un bicchiere d’acqua. Comandi facili da leggere, e da ricordare. La gestione del firewalling diventa davvero immediata.
Ovviamente, anche se scontato, ricordiamo che per attualizzare una regola di firewalling è necessario riabilitare il firewall. Ecco, è sufficiente il seguente comando:
$ sudo ufw enable
Infine se volete verificare la configurazione impostata basta digitare il comando di shell:
$ sudo ufw status
Sbizzarrite la vostra fantasia. Usate UFW per risolvere le vostre esigenze. Mettete in sicurezza il vostro PC. Buon firewalling.
Tags: firewall, ubuntu, ubuntu 10.04, ubuntu 9.10
Per anni gli amministratori di sistema hanno avuto a che fare con netfilter e iptables. Il primo è un framework interno al kernel Linux pensato per creare filtri per la gestione dei pacchetti scambiati sulle interfacce di rete, il loro instradamento, il NAT (network address translation), il NAPT (network address and port translation), e altro ancora. Il secondo è un tool di alto livello pensato per facilitare la gestione di netfilter.
Netfilter e iptables una coppia nota a molti, efficiente, efficace, completa nelle funzionalità offerte, ma abbastanza ostica da usare. È proprio per abbattere le difficoltà di questo sistema che Canonical ha pensato bene di introdurre con Ubuntu 8.04 LTS un nuovo tool: Uncomplicated Firewall (UFW). Si tratta di un sistema di alto livello più semplice da usare di iptables e che fa proprio uso di quest’ultimo
Con UFW è possibile impostare regole di firewalling per il controllo del traffico in ingresso e in uscita al proprio PC. Il tutto con semplici comandi di shell, o modificando alcuni file di configurazione.
UFW è nato con Ubuntu 8.04, si è diffuso con Ubuntu 8.10, e solo con Ubuntu 9.04 e la neonata Ubuntu 9.10 sta maturando. Certo, di lavoro da fare ce n’è molto, ma stando alla tabella che riassume le principali funzionalità di UFW si può dire che il prodotto è già ad un buon livello di usabilità . Probabilmente solo con Ubuntu 10.04 e Ubuntu 10.10 (ottobre 2010) ci sarà la sua completa affermazione.
Uncomplicated Firewall può essere gestito tramite lo script di shell SysV di nome /lib/ufw/ufw/ufw-init. Usando questo script è possibile avviare (start), arrestare (stop) il firewall, ed è anche possibile ripulire le regole impostate (flush-all).
Il toool a linea di comando di nome ufw consente di impostare, cancellare e ispezionare le regole di firewalling. Semplici comandi di sheel, facili da capire, e da ricordare e usare fanno di ufw uno strumento davvero potente.
Da notare, in ogni caso, che in Linux Mint esiste una interfaccia grafica, Gufw (Sistema > Amministrazione > Firewall configuration), che permette la configurazione del firewall senza usare il terminale.
I file di configurazione sono più di uno e consentono di controllare tutta la gestione del firewall:
Veniamo a qualcosa di pratico. Impostiamo qualche regola di firewalling. In pratica usiamo UFW.
Volete vietare l’accesso al servizio FTP?
$ sudo ufw deny 21
Volete abilitare l’accesso SSH al vostro PC?
$ sudo ufw allow ssh/tcp
Volete abilitare il traffico HTTP in ingresso?
$ sudo ufw allow 80/tcp
Volete consentire l’accesso dalla vostra LAN?
$ sudo ufw allow from 192.168.0.0/16
Volete vietare l’accesso alla porta 514 dall’host 1.2.3.4?
$ sudo ufw deny proto udp from 1.2.3.4 to any port 514
Semplice come bere un bicchiere d’acqua. Comandi facili da leggere, e da ricordare. La gestione del firewalling diventa davvero immediata.
Ovviamente, anche se scontato, ricordiamo che per attualizzare una regola di firewalling è necessario riabilitare il firewall. Ecco, è sufficiente il seguente comando:
$ sudo ufw enable
Infine se volete verificare la configurazione impostata basta digitare il comando di shell:
$ sudo ufw status
Sbizzarrite la vostra fantasia. Usate UFW per risolvere le vostre esigenze. Mettete in sicurezza il vostro PC. Buon firewalling.
Lo Iab Forum 2009 ha fatto da cornice alla presentazione di Google Wave in Italia. Sul nuovo strumento di collaborazione targato Google c’è molta aspettativa e molta curiosità . E nonostante la società di Mountain View abbia diffuso alcune anticipazioni, è ancora presto per dire se e come Wave potrà sostituire tutti gli strumenti (e-mail, client di messaggistica, tool di collaboration e condivisione) che quotidianamente vengono usati dagli utenti.
Sicuramente Wave vuole superare le limitazioni attuali dell’e-mail (che rimane uno strumento asincrono), ma non è detto che vada a sostituire il classico client di posta. Lo stesso Lars Rasmussen, il “padre†di Wave, in collegamento da Zurigo nel corso dello Iab Forum, ha affermato che stanno valutando come integrare i due strumenti.
Cos’è quindi Wave? Semplificando, è uno strumento software (ma anche un protocollo, ci torneremo sopra nel prosieguo dell’articolo) che permette di interagire, collaborare e condividere documenti di vario tipo con altri utenti, il tutto da una singola schermata.
Il punto di partenza è proprio il concetto di “Wave†che nell’ottica Google integra conversazione e documenti, da intendersi questi nella più ampia accezione possibile (testi, immagini, mappe, video).
Questa “onda†ha due caratteristiche importanti: è condivisa (ogni partecipante può non solo modificare il contenuto, ma replicare in ogni singola parte della conversazione coinvolgendo anche altri partecipanti) ed è in tempo reale (se il partecipante è online il testo trasmesso è immediatamente visualizzato, proprio come i classici strumenti di instant messaging).
Teoricamente, e Google ci sta lavorando, si può prevedere un servizio di traduzione vocale fra due partecipanti: un utente parla al microfono del PC, la trascrizione viene gestita come “onda†e tradotta dal servizio di Google, dopodiché un sintetizzatore vocale “legge†quanto tradotto sul PC del secondo utente.
La flessibilità di Wave permette di preparare eventi, creare gruppi di lavoro, condividere le note di una riunione, organizzare sessioni di brainstorming o giocare a Sudoku con gli amici.
Ma Wave non è solo un tool di collaborazione, ma anche un’estensione del protocollo Xmpp (Extensible Messaging and Presence Protocol). Il che significa gli sviluppatori potranno realizzare applicazioni ed estensioni interoperabili con la piattaforma Google e personalizzarla con nuove funzionalità . In questo senso è interessante un prototipo sviluppato da Sap che permette agli utenti di un progetto di collaborare in tempo reale sulla definizione dei diagramma di flusso.
Attualmente Wave è usato da “centinaia di migliaia di utenti†come ha specificato Rasmussen, ma il tool rimane accessibile solo tramite invito. L’apertura al grande pubblico è prevista per la seconda metà del 2010.
Si chiama Google Dashboard ed è una nuova funzionalità introdotta oggi da Google, che consente di gestire da un unico punto di accesso tutte le informazioni associate al proprio account, modificando le impostazioni, gestendo i servizi.
Attraverso la Dashboard, che è stata sviluppata in Europa dai team di Monaco e Zurigo, è possibile ad esempio modificare le impostazioni della posta o le modalità di salvataggio della cronologia Web.
La nuova “dashboard”, termine che in italiano può essere tradotto come “cruscotto”, “pannello di controllo”, consente anche di verificare quali dati, relativi alla propria identità ed alle attività espletate in Rete, sono in possesso del colosso di Mountain View. Tra le informazioni consultabili, infatti, vi è anche la lista delle ricerche effettuate utilizzando il motore di ricerca ed un’opzione che consente di annullarne, in futuro, la memorizzazione e quindi la conservazione sui server di Google.
Più prodotti Google l’utente è solito impiegare, maggiore è il quantitativo di dati che i server della società fondata da Page e Brin memorizzeranno: cronologia delle ricerche, posta elettronica, blog e siti informativi consultati, video visualizzati su YouTube, attività , elenchi di acquisti, “news alerts”. La nuova “dashboard” offre una panoramica completa su queste informazioni.
Va comunque rammentato che Google conserverà informazioni relative alle operazioni espletate utilizzando i propri servizi solo se l’utente, possessore di un account, risulta “loggato”.
Google, da parte sua, vuole sottolineare come la “dashboard” rappresenti un ulteriore sforzo nell’intento di fornire agli utenti gli strumenti più utili per gestire tutti i dati personali.
Fonte: IlariaLab
Bubunga è un nuovo motore di ricerca made in Italy che ha il codice di Google alla sua base e allo stesso tempo assomiglia molto a Bing… ma che in compenso presenta alcune funzionalità che sicuramente renderanno le ricerche sul web più rapide, mirate e gradevoli.
Bubunga oltre a permettere la ricerca all’interno di un singolo sito web, consente anche di effettuare delle ricerche mirate per formato: .pdf .doc .xls .ppt .swf .ps .dwf .kml .kmz .rtf; possiamo anche ricercare video, documenti e informazioni su Wikipedia.
Con questo motore di ricerca è possibile visualizzare le anteprime dei siti web direttamente nella pagina dei risultati di ricerca, inoltre ogni risultato può essere inviato velocemente agli amici cliccando sugli appositi link oppure condiviso su Facebook.
Infine Bubunga è completamente personalizzabile… possiamo infatti modificare il titolo, i colori e lo sfondo a nostro piacimento.
Fonte: OpenSource
A pochi giorni di distanza dal rilascio della rivale Ubuntu 9.10, ecco arrivare una delle principali contendenti al ruolo di regina delle distribuzioni desktop: Mandriva 2010.0.
Si tratta, come spesso accade per questa distribuzione, di un rilascio ricco di importanti novità tese a migliorare ancor di più l’usabilità generale e la reattività del sistema. A livello grafico la cosa che salta subito all’occhio è il nuovo tema e artwork e i bellissimi wallpaper, selezionati grazie a una competizione rivolta alla comunità di utenti.
Come desktop environment la scelta del team della distro si è indirizzata verso le ultime release: KDE 4.3.2 (il DE di default) e Gnome 2.28.
Ma l’obiettivo dichiarato di questo rilascio è far diventare Mandriva la miglior distribuzione per netbook. In questa luce va letta l’inclusione di Moblin, l’ambiente creato da Intel per l’utilizzo sugli ultraportatili. Ma non è tutto. Sempre per i netbook, e in particolare per la gamma Eee PC di Asus, sono stati introdotti notevoli miglioramenti in Mandriva 2010, rendendola una distro capace di riconoscere l’hardware di qualsiasi modello di Eee PC in commercio.
Sempre in ottica netbook, ma non solo, vanno inseriti i miglioramenti ai tempi di boot, ridotti ulteriormente rispetto a Mandriva 2009 Spring, accompagnati da una notevole velocità anche in fase di spegnimento, ibernazione e sospensione.
Per maggiori informazioni su tutte le novità di Mandriva 2010, rimando alla pagina del wiki ufficiale e all’articolo pubblicato tempo fa su oneOpenSource con le venti novità più importanti introdotte.
Al momento, il blog ufficiale ancora non riporta l’annuncio del rilascio ma sono già presenti sui mirror le immagini ISO di Mandriva 2010.0.
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Tags: mandriva, mandriva 2010

Get Lat Lon è un semplice strumento">[http%3A%2F%2Fadvertiser%2Eedintorni%2Enet%2Fredirect%2Easp%3FidG%3D91271%26idA%3D91271%26query%3Dstrumento%26cpk%3De%26idU%3D287%26location%3Dhttp%253A%252F%252Feu%252Egomeo%252Ecom%252F%253Fquery%253D%2525keyword%2525%2526country%253Dit%2526track%253D%2525keywordid%2525%2526charset%253D3&r=&x=1257283835828&z=tt.lh.7A57EB2A2312EBCB5BD79FEAC475E84C&i=336">strumento] web">[http%3A%2F%2Fadvertiser%2Eedintorni%2Enet%2Fredirect%2Easp%3FidG%3D91271%26idA%3D91271%26query%3Dservizio%2Bweb%26cpk%3Dk%26idU%3D287%26location%3Dhttp%253A%252F%252Feu%252Egomeo%252Ecom%252F%253Fquery%253D%2525keyword%2525%2526country%253Dit%2526track%253D%2525keywordid%2525%2526charset%253D3&r=&x=1257283835828&z=tt.lh.7A57EB2A2312EBCB5BD79FEAC475E84C&i=336">web] che ci aiuta a trovare le coordinate geografiche di qualsiasi località del mondo.
Si tratta di un mashup, ovvero un servizio">[http%3A%2F%2Fadvertiser%2Eedintorni%2Enet%2Fredirect%2Easp%3FidG%3D91271%26idA%3D91271%26query%3Dservizio%2Bweb%26cpk%3Dk%26idU%3D287%26location%3Dhttp%253A%252F%252Feu%252Egomeo%252Ecom%252F%253Fquery%253D%2525keyword%2525%2526country%253Dit%2526track%253D%2525keywordid%2525%2526charset%253D3&r=&x=1257283835828&z=tt.lh.7A57EB2A2312EBCB5BD79FEAC475E84C&i=336">servizio] che si appoggia a Google Maps per identificare le città di tutto il pianeta.
L’utilizzo è facilissimo, non necessita di tante spiegazioni: nella casella di testo denominata “Place name†si dovrà inserire il nome della località per visualizzare successivamente la latitudine, longitudine, il fuso orario utilizzato e l’ora corrente.
Non richiede registrazione ed è completamente gratuito.
Vai a: Get Lat Lon
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Get Lat Lon è un semplice strumento web che ci aiuta a trovare le coordinate geografiche di qualsiasi località del mondo.
Si tratta di un mashup, ovvero un servizio che si appoggia a Google Maps per identificare le città di tutto il pianeta.
L’utilizzo è facilissimo, non necessita di tante spiegazioni: nella casella di testo denominata “Place name†si dovrà inserire il nome della località per visualizzare successivamente la latitudine, longitudine, il fuso orario utilizzato e l’ora corrente.
Non richiede registrazione ed è completamente gratuito.
Vai a: Get Lat Lon

KnowEm ci aiuta verificare la disponibilità del nostro username in oltre 340 social media network famosi in tutto il mondo.
Normalmente quando effettuiamo la registrazione ad un social network e servizi simili, la scelta più conveniente è quella di utilizzare sempre lo stesso username, anche per far sì che altri utenti ci possano riconoscere.
KnowEm verifica in tempo reale la disponibilità di un nome utente su undeterminato servizio, aiutandoci quindi a risparmiare tempo durante le fasi di registrazione.
L’utilizzo è semplice, basta inserire il nome utente desiderato nella casella di testo e cliccare su “Check It†per visualizzare i risultati di verifica.
Il servizio base è gratuito e non richiede registrazione.
Vai a: KnowEm
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linux mint mini review (gloria)
i am sorry if this video wasnt verry good but its my first vid |
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Fonte: OpenSource
Sul Wiki di Mozilla è comparso un mockup di quello che potrebbe essere l’aspetto di Firefox 4.0 su Linux. L’idea di base è comunque alle altre piattaforme (Windows e Mac) e vede come idea di base quella di spostare le schede in alto, sopra la barra degli indirizzi, e di nascondere i menu (chi ha pensato a Google Chrome alzi la mano).
Fino alla versione 3.5 l’aspetto di Firefox su Linux è sempre rimasto “leggermente†indietro rispetto a Windows e Mac, dove gli sforzi degli sviluppatori Mozilla si sono concentrati maggiormente. Purtroppo questo “ritardo†sarà presente anche nella versione 3.6, mentre dovremo attendere il rilascio della versione 3.7 per arrivare ad una parificazione delle interfacce tra i tre sistemi operativi.
La versione 3.7 su Linux vedrà infatti “crescere†il pulsante “indietro†così come già appare su Windows e Mac OS X. Questa release continuerà ad avere il classico aspetto di Firefox, ma ci sarà un alleggerimento dell’interfaccia con la scomparsa delle righe che separano le barre degli strumenti (menu, navigazione e segnalibri), e un ridisegno dei contorni dei tab.
Firefox 3.7 su Linux avrà anche l’arduo compito di integrarsi meglio con i vari temi GTK e QT a disposizione dell’utente. Un “problema†che non esiste su Mac o Windows, dove gli utenti non hanno il dramma di dover scegliere tra temi, colori e interfacce. Beati loro.
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Tags: firefox, firefox 3.7, firefox 4
Fonte: OpenSource
Skype per Linux avrà presto una versione open source. Per calmare gli animi bisogna dire che non sarà aperto tutto il codice del client, ma solo quello relativo all’interfaccia utente.
Le prime avvisaglie di questa piccola rivoluzione del servizio VoIP più diffuso al mondo si è avuta qualche giorno fa in risposta alla richiesta di supporto di un utente Mandriva che aveva dei problemi ad installare Skype sulla propria distribuzione.
In una delle risposte, il supporto di Skype si è lasciato “scappare†un indizio difficilmente equivocabile:
We are happy to be able to inform you that Skype will from now on be part of the open source community.
Siamo lieti di poterti informare che d’ora in poi Skype farà parte della comunità open source.
La conferma è arrivata dal blog ufficiale di Skype per Linux, da cui si legge che Skype sta sviluppando una versione open source della GUI per il proprio client, ma che per ora non ci sono ulteriori dettagli al riguardo, salvo che non dovremmo aspettare molto prima di vedere questa “promessa†manutenuta.
Un’apertura (a metà : i sorgenti delle librerie per la connessione e codifica rimarranno rigorosamente sigillati) che dovrebbe risolvere una volta per tutte i problemi di installazione di Skype sulle sui sistemi Linux a 64bit e sulle distribuzioni “minoriâ€.
Tags: Skype, skype linux, VoIP
Fonte: OpenSource
Sembra che i giorni della versione 1 di GRUB siano ormai contati: anche grazie alla decisione delle principali distribuzioni di passare al più moderno GRUB 2, i ritmi di sviluppo di questo bootloader sono infatti aumentati sensibilmente, tanto che il rilascio della versione finale appare sempre più vicino.
Con la disponibilità di GRUB 1.97 tutte le funzionalità fondamentali sono ormai pronte, tanto che Ubuntu 9.10 Karmic Koala utilizza per default tale versione; questo rilascio arriva a due anni di distanza dal precedente e introduce una novità fondamentale come il supporto al filesystem Ext4.
GRUB 1.97 porta con sé anche il supporto ai RAID 4/6/10, Cygwin e x86_64 EFI (cioé i sistemi Apple), permette di impostare delle password di avvio ed è ora in grado di avviare i kernel di FreeBSD, NetBSD e OpenBSD (probabilmente anche DragonflyBSD); sul versante filesystem, oltre al già citato Ext4, viene segnalato il supporto ad AFS e UDF.
Come al solito, informazioni più dettagliate sono disponibili nell’annuncio ufficiale e nelle note di rilascio.
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Summary:
Invidiosi degli Universal binary di OS X e stanchi di litigare con le librerie a 32 bit sui vostri sistemi a 64? Ryan Gordon, il famoso sviluppatore anima di icculus.org, ha annunciato un progetto che potrebbe risolvere questi problemi e far compiere a Linux un balzo in avanti nel campo della portabilità dei pacchetti.
Come gli utenti più tecnici ben sanno, il formato nativo degli eseguibili di Linux porta il nome di ELF e il nuovo formato FatELF (elfo grasso) non è nient’altro che un eseguibile che include il codice di più architetture, anche totalmente differenti tra loro.
Con FatELF è possibile far convivere x86 con x86_64 o addirittura architetture più esotiche come PowerPC o MIPS, anche più di due alla volta; ovviamente per supportare questa possibilità è necessario applicare alcune patch al kernel, alle bintutils e a gdb.
Sul sito del progetto, Gordon ha reso disponibile un’immagine Ubuntu 9.04 con supporto a FatELF, le patch da applicare ad un sistema ELF “normale†e le motivazioni alla base del progetto. Nei prossimi mesi Ryan intende aggiungere a FatELF anche il supporto ai binari di Solaris e FreeBSD.
AbiWord è il word processor della suite GNOME Office e nonostante sia meno popolare di OpenOffice.org Writer possiede comunque una rilevante base di utenti, soprattutto quelli che preferiscono alternative leggere o che non possiedono sistemi troppo recenti.
A differenza della controparte inclusa in OpenOffice.org, AbiWord vanta un’integrazione più stretta con GNOME e la recente versione 2.8 radicalizza ulteriormente questo aspetto offrendo, grazie al framework Telepathy, la possibilità di lavorare contemporaneamente in più persone sullo stesso documento.
Per rendere ancora più efficiente questa funzionalità è stato inoltre lanciato il sito AbiCollab.net, un servizio che offre gratuitamente la possibilità di memorizzazione online documenti di AbiWord, semplificando le operazioni di condivisione necessarie per lavorare a più mani su un testo.
AbiWord 2.8 non si limita però ad introdurre questa (grossa) funzionalità : porta con sé anche il supporto alle annotazioni/commenti, compatibilità piena con SVG, visualizzazione multi-pagina dei documenti, supporto migliorato ad ODF (OpenOffice.org) e OOXML (Microsoft) e un nuovo sistema di stampa.
Per i link ai download e per le note di rilascio fare riferimento al sito del progetto.
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Tags: abicollab, abiword, abiword 2.8
Il sito Tuxradar.com ha realizzato questo interessante video comparativo in cui ha messo a confronto i due sistemi operativi Windows ed Ubuntu.
In questa “gara†si calcola il tempo che il sistema impiega per caricarsi completamente e collegarsi ad internet sul browser impostato in autostart.
Nei primi due riquadri a sinistra troviamo Windows Vista ed il nuovo Windows Seven invece nei due riquadri a destra troviamo due versioni di Ubuntu Linux 9.04 e 9.10.
Tutti e 4 gli Os del video sono a 64 bit e sono installati su macchine che hanno la stessa configurazione hardware…
Il vincitore di questo Boot Race è Ubuntu 9.10 che si avvia in 40 secondi, mentre l’ultimo arrivato è il nuovo Windows 7 che per avviarsi impiega ben 72 secondi, 5 secondi in più rispetto a Vista.
Lascio a voi le conclusioni…

Intodit è un servizio web che consente di creare in pochi e semplici passi un sito Wiki.
Come tutti già sanno, un Wiki è un sito web che permette ad ogni utente di inserire contenuti e di modificare quelli già esistenti, inseriti da altri utilizzatori. Wikipedia è l’esempio per eccellenza.
Questo servizio mette a disposizione tutti gli strumenti necessari e spazio hosting per creare rapidamente un sito Wiki personale.
Creato con una interfaccia di semplice utilizzo, il servzio ci guiderà passo dopo passo per creare il Wiki da zero decidendo il nome, descrizione, indirizzo web personale, tema grafico etc.
Richiede naturalmente una breve registrazione per consentire le operazioni di creazione e modifica del sito web.
Servizio interessante e completamente gratuito.
Vai a: Intodit
Fonte: OpenSource
Seppure il progetto ufficiale di Canonical per la conquista dei netbook sia Ubuntu Netbook Remix, “l’incarnazione KDE†della distribuzione africana non vuole assolutamente farsi sfuggire l’opportunità di mostrare la sua scintillante interfaccia dedicata ai piccoli portatili con Kubuntu Netbook.
Con l’avvento di Karmic Koala nasce così l’ennesima “spin†targata Ubuntu, dalle dimensioni ridotte e da tempi di avvio record, ritagliata attorno alla “Plasma Netbook Technical Preview†che mostra tutta la potenza dell’architettura Plasma nata con KDE 4, di fianco ad alcuni peccati problemi di gioventù.
Al primo avvio quello che colpisce l’occhio è di sicuro l’interfaccia, grazie a Oxygen e ad un tema Plasma denominato “Air for Netbook“, più leggero e più chiaro rispetto all’â€Air†tradizionale che troviamo su KDE 4.3 (ma che resta comunque selezionabile). La GUI appare quindi pulita e brillante allo stesso tempo e tutto sembra ben posizionato, anche se i pulsanti per il lock dello schermo e per spegnere il computer sono decisamente troppo piccoli.
Per quanto riguarda l’organizzazione dello spazio di lavoro, Kubuntu Netbook è divisa in due sezioni principali selezionabili dal pannello in alto: Applications e Newspaper. Il primo funge come un enorme menu di applicazioni a tutto schermo, che fa molto pensare ad un eventuale utilizzo su touchscreen.
Le applicazioni sono raggruppate in diverse sezioni (ad esempio Office, Multimedia e così via) ed è inoltre presente una barra dei preferiti dove è possibile inserire i programmi che si usano più spesso. Le applicazioni possono essere comunque cercate tramite “Strigiâ€, il motore di ricerca interno di KDE, che ovviamente indicizza anche tutti i documenti dell’utente
La sezione Newspaper è invece un raccoglitore di widget Plasma (i cosiddetti plasmoidi) che mostrano contenuti online e non, come feed RSS, le vignette di Dilbert o le note personali. Peccato che nelle prove effettuate da oneOpenSource ci siano stati alcuni problemi ad aggiungere o modificare i plasmoidi sull’ambiente di lavoro. Altro difetto è l’impossibilità di selezionare “a mouse†le finestre correntemente attive: in alto a sinistra viene indicato che un certo numero di applicazioni è in esecuzione ma cliccando non viene visualizzato nessun elenco e occorre usare il buon vecchio “Alt + Tab†per passare da un’applicazione all’altra.
Insomma una distribuzione per molti ma non per tutti, che promette molto bene anche grazie ad un tempo di boot ridotto ad una manciata di secondi (17 secchi misurati cronometro alla mano), ma che ha ancora alcuni difetti minori per poter essere presa in considerazione da un vendor come scelta di default per equipaggiare i propri netbook.
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Tags: karmic koala, kubuntu, netbook, ubuntu 9.10
Fonte: OpenSource
UbuntuOne è una delle novità di Karmic Koala e nonostante taluni lo vedano come un semplice clone di Dropbox (per di più limitato alla sola piattaforma Linux), questo software potrebbe rappresentare un tassello fondamentale del futuro desktop di Ubuntu, soprattutto con il continuo affermarsi di tecnologie cloud.
Per il momento UbuntuOne offre a ciascun utente 2 GB di spazio, utilizzabili per memorizzare e sincronizzare documenti, foto, musica o qualsiasi altro tipo di file; il servizio permette anche la sincronizzazione delle note di Tomboy e dei contatti di Evolution.
I file memorizzati sui server di UbuntuOne sono accessibili anche attraverso un’interfaccia Web, molto pratica soprattutto quando ci si trova su PC altrui; Canonical offre, inoltre, un’estensione dello spazio disponibile (50 GB) al costo di 10 dollari al mese, la stessa cifra richiesta da Dropbox per un piano identico.
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Tags: dropbox, karmic koala, ubuntu, ubuntu 9.10, ubuntuone
Si dice che le immagini valgano più delle parole e nel caso del software questo detto è più che veritiero: abbiamo quindi deciso di mostrarvi le novità più interessanti di Ubuntu 9.10 Karmic Koala con qualche screenshot.
Xsplash, Ubuntu Software Center, Ext4, Linux 2.6.31, GNOME 2.28: non manca proprio nessuno!
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Tags: gnome 2.28, karmic koala, ubuntu, ubuntu 9.10, ubuntu software center
Fonte: OpenSource
A differenza di quanto necessario con un noto sistema operativo proprietario, aggiornare la propria versione di Ubuntu (e in generale di tutte le distribuzioni basate su Debian) è un’operazione estremamente semplice, che non richiede formattazioni o tempi di attesa interminabili (a patto di avere una connessione Internet a banda larga).
Per passare da Jaunty Jackalope a Karmic Koala, se tutto va per il verso giusto, dovremo solo attendere la notifica della disponibilità di una nuova versione di Ubuntu: se questo accade ci basterà seguire il wizard, attendere il completamento dell’aggiornamento ed effettuare il riavvio finale.
In caso contrario, sinceriamoci per prima cosa di avere tutti i pacchetti di Jaunty aggiornati (utilizziamo il gestore aggiornamenti) e poi lanciamo (da terminale o tramite Alt+F2) il comando
sudo update-manager -d
Questo avvierà il gestore di aggiornamenti forzando il passaggio di versione: la procedura si snoderà tra la rimozione delle vecchie fonti APT, il download dei nuovi pacchetti e l’applicazione delle modifiche; l’unico intoppo in cui potremmo incappare è l’impossibilità di scaricare qualche pacchetto: in questo caso interrompiamo la procedura e ripartiamo da capo (i pacchetti già scaricati verranno mantenuti).
Ecco infine qualche suggerimento per chi fosse in situazioni di ristrettezza di banda o avesse più macchine da aggiornare:
Le schiere di utenti che da diversi anni attendono il rilascio di ogni versione di Ubuntu per richiedere la consegna gratuita dei CD tramite ShipIt rischiano di rimanere a bocca asciutta con Karmic Koala: Canonical ha infatti annunciato modifiche sostanziali al programma di invio.
Anche a causa della sempre maggiore popolarità di Ubuntu, Canonical ha infatti deciso di restringere alle sole LoCo (local community), contributori e utenti di primo piano l’invio di CD gratuiti, invitando il resto della massa ad utilizzare l’aggiornamento online.
L’azienda di Shuttleworth ha comunque annunciato che renderà disponibili all’acquisto dei pacchetti da 5 CD di Ubuntu, al prezzo estremamente popolare di cinque sterline (tasse e spese di consegna escluse).
Sinceramente ho sempre pensato che in troppi abusassero del servizio ShipIt quindi accolgo con indifferenza la decisione di Canonical. La pensate allo stesso modo anche voi?
Tags: canonical, karmic koala, shipit, ubuntu, ubuntu 9.10
Fonte: OpenSource
Forse qualcuno penserà che era solo una questione di tempo, ma quello che sembra il primo caso di virus per Windows approdato su Linux grazie a Wine è rapidamente rimbalzato di blog in blog fino ad approdare su Slashdot.
Per gli utenti Windows, si tratta di un classico caso di un eseguibile “.exe†che installa sul computer un falso antivirus che comincia a segnalare casi di infezione (falsi) per convincere l’utente ad acquistare una versione completa del software o a visitare alcuni siti malevoli.
Per gli utenti Linux il caso è invece particolarmente anomalo. Il software si è infatti installato come applicazione Wine e grazie al perfetto funzionamento di quest’ultimo ha potuto immediatamente mettersi all’opera.
Wine si integra infatti perfettamente nel sistema di notifiche di Gnome, che ha cominciato a segnalare all’utente la necessità di effettuare il finto upgrade. Per essere sicuri di togliersi dai piedi il “problema†è stato necessario disinstallare Wine cancellando anche tutti i file di configurazione (per gli utenti Ubuntu/Debian: “apt-get purge wineâ€).
Sull’accaduto possono essere fatte alcune considerazioni. In primo luogo, l’utente in questione se l’è letteralmente andata a cercare: Firefox aveva segnalato correttamente come malevolo il sito da cui è stato scaricato il falso antivirus, segnalazione valida anche per i sistemi Windows.
Non si può però nascondere che il “virus†avrebbe potuto arrivare per vie più subdole, magari in allegato, e che un utente inesperto avrebbe potuto installarlo senza porsi troppe domande. Una volta installato non avrebbe potuto fare danni al sistema, ma anche funzionando tramite Wine avrebbe facilmente avuto accesso ai dati personali dell’utente: password, dati bancari e quant’altro.
Sarebbe forse il caso di fare in modo che tutte le applicazioni Wine girino in un ambiente protetto, senza alcun accesso al file system reale. Sempre che di questi tempi qualche utente Linux abbia ancora bisogno di usare applicazioni Windows.
Tags: linux, virus, wine // '); document.write(''); } if (browName!='Netscape') { document.write(''); document.write(''); } // ]]>

PingTest è uno strumento online che controlla la qualità della propria connessione Internet.
A prima vista potrebbe sembrare come uno di quei tanti servizi online che consentono di verificare l’effettiva velocità della connessione, PingTest invece offre la possibilità di controllare la qualità della linea, evidenziando i tempi di risposta da un determinato server (ping, jitter) e gli eventuali pacchetti dati persi.
Completata la fase di test, il servizio mostrerà la votazione finale inerente la qualità complessiva della connessione Internet.
Per eseguire il test, basta cliccare su “Begin Test†in home page e seguire le semplici istruzioni su schermo">[http%3A%2F%2Fadvertiser%2Eedintorni%2Enet%2Fredirect%2Easp%3FidG%3D5778%26idA%3D89802%26query%3Dschermo%26cpk%3Da%26idU%3D218%26location%3Dhttp%253A%252F%252Ffeed%252Eedintorni%252Enet%252Fkelkoo%252Fredir%252Easp%253Fgo%253D1%2526track%253D%2525keywordid%2525%2526url%253Dhttp%25253A%25252F%25252Fit%25252Eshopping%25252Eyahooapis%25252Ecom%25252Fctl%25252Fgo%25252FoffersearchGo%25253F%25252Ets%25253D1256606440542%252526%25252Esig%25253DizriM%25252EOeLzFw%25255FnxYeKVrbti2omk%25252D%252526catId%25253D154201%252526localCatId%25253D154201%252526comId%25253D6616823%252526offerId%25253Da70d8cb69545de701d7d6c1d8b4c9366%252526searchId%25253D87248117221%25255F1256606440540%25255F10693332%252526affiliationId%25253D96919291%252526country%25253Dit%252526wait%25253Dtrue%252526ecs%25253Dok%2526id%253Da70d8cb69545de701d7d6c1d8b4c9366%2526query%253Dschermo%2526country%253Dit%2526category%253D154201%2526merchant%253D6616823%2526operator%253Dand&r=&x=1256678735750&z=tt.lh.0A21B7D747EF69CF11CEBE4B40EFFC8B&i=336">schermo] .
Il servizio è collegato a SpeedTest, il famoso strumento per verificare la velocità della connessione Internet.
Completamente gratuito.
Vai a: PingTest
Mozilla ha annunciato Raindrop, un progetto nuovo di zecca (ovviamente open source) destinato a rivoluzionare il modo in cui l’utente gestisce le proprie comunicazioni. Raindrop dovrebbe in prima istanza categorizzare i messaggi dell’utente in base alla loro provenienza e in base alla loro importanza, mettendo ad esempio in evidenza le email indirizzate personalmente rispetto alle mailing list.
Ma siccome non di sole email vive l’uomo, ecco che David Ascher CEO di Mozilla Messaging, la costola di Mozilla che sviluppa Thunderbird, include nel futuro spettro di Raindrop la messaggistica istantanea e i servizi come FriendFeed, Twitter e Facebook. In pratica qualunque servizio online che offra delle API per interfacciarsi con applicazioni di terze parti.
Terze parti che avranno il loro bel da fare anche con Raindrop, che secondo la collaudata e premiata filosofia dei prodotti Mozilla potrà essere farcito di estensioni e plugin che ne estenderanno ulteriormente le potenzialità .
Sia gli sviluppatori che gli utenti dovranno attendere la prossima settimana per il download della prima versione aperta al pubblico, e comunque bisognerà considerare Raindrop poco più che allo stadio embrionale.
Cosa dovranno attendersi gli utenti? Non un sostituto alla propria casella email, né qualcosa di troppo simile a “Google Wave†(anche se ormai il “trend†è segnato), anche se Raindrop sarà in grado di rispondere alle comunicazioni o inviare un post su Twitter. Le intenzioni di Mozilla sono piuttosto quelle di fornire agli utenti una “maniglia per il loro mondo digitaleâ€, un raccoglitore e organizzatori di tutto ciò che ricade sotto la definizione di comunicazione personale.
Un raccoglitore che godrà il rango di applicazione a sé stante, ma che includerà invece le più recenti innovazioni introdotte da Mozilla nel campo delle applicazioni Web con il progetto Bespin. Basterà quindi un browser per far funzionare Raindrop, ma non un browser qualunque: al momento dalla mischia sono esclusi Opera e (ovviamente) Internet Explorer.
E siccome troppo grande è la promessa di Mozilla per lasciare gli utenti e i fan a bocca asciutta, ecco uno screencast esplicativo di quello che potremo mettere sotto i denti tra qualche giorno.
Tags: mozilla labs, Mozilla Messaging, Raindrop
Fonte: OpenSource
Quando si dice guardare in avanti: la versione finale di Fedora 12 non è ancora stata rilasciata ma gli sviluppatori stanno già pianificando le funzionalità che dovranno trovare posto in Fedora 13.
Tra le prime funzionalità a finire nel nuovo elenco ce ne sono alcune che gli sviluppatori non sono riusciti ad includere in Fedora 12 ma ne figurano anche altre di totalmente nuove.
All’appello risultano presenti il passaggio alla versione 4 di NFS, l’utilizzo di NFS su IPv6, l’integrazione in yum dell’installazione delle localizzazioni e il supporto a DisplayPort su schede nVidia (driver Nouveau) e AMD (driver radeon).
Stando alla roadmap pubblicata sul wiki del progetto, Fedora 13 è prevista per maggio 2010.
Tags: displayport, fedora, fedora 13, nfs, yum
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An introduction To Linux Mint
Please support Free and Open Source Software, try Linux Mint you can find it here at www.linuxmint.com |
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dekaband
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Si y'a bien un truc qui m'énerve c'est les gros biiips que fait le système lorsqu'il démarre, s'arrête ou lors de la complétion ! Tout cela à cause du pc-speaker interne au système qui est parfois actif sur certaines distributions. Autant dire qu'on ne peut pas trop jouer sur le volume... Donc avant de jeter votre PC par la fenêtre ou que votre femme mette un coup de hache dessus, voici la solution :-p :sudo modprobe -r pcspkrblacklist pcspkr
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brents linux mint xfce compiz desktop take 2
some more linux 3d desktop goodness |
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Fonte: OpenSource
Se possedete un televisore Samsung, un LCD o un LED ovviamente, con ingresso USB oppure con connessione di rete, allora potete provare a caricare Linux come firmware. Anzi, meglio essere più precisi. I televisori Samnsung di base hanno un firmware basato su Linux, non completamente Open, e scaricabile dal sito. Se volete potete provare a modificare il firmware di base e ad accedere alla TV entrando per altra via.
Come iniziare? Su SourceForge trovate il progetto SamyGo che ha proprio come obiettivo l’hacking dei televisori Samsung (nel senso buono del termine).
Il progetto SamyGo al momento comprende poco più di un Wiki, un Forum di discussione, e un canale di informazione Twitter. L’obiettivo attuale è quello di creare una base di conoscenza e di esperienza pratica con l’utilizzo dei televisori Samsung.
Se volete anche voi provare a fare un po’ di pratica dovete procuravi, oltre ad una TV Samsung, un po’ di tool Linux. Anzi, sempre per essere precisi, potete lavorare anche in ambiente Windows, ma noi non possiamo che consigliare Linux. I tool di cui avete bisogno sono: un editor esadecimale, un calcolatore di checksum crc32, un software per l’encryption/decryption di tipo XOR, un ascii editor, e un client telnet. In pratica dovrebbe sufficiente il tool Okteta e un editor come “viâ€.
Una volta procurato il necessario, dovete scaricare il firmware dal sito Samsung, abilitare al suo interno l’avvio del demone telnet, caricare il firmware sulla TV, riavviare la TV, e collegarvi via telnet. Da questo momento in poi la TV è sotto il vostro comando, e potete gestirla senza l’uso del telecomando. Anche le funzionalità di Media Player e DLNA Client sono a vostra disposizione, consentendovi di riprodurre su rete domestica i vostri contenuti multimediali.
Scontato dirlo, ma è bene ricordarlo, prestate attenzione a quel che fate. Sovrascrivere il firmware della vostra TV potrebbe essere o non essere pericoloso. Certamente sarà divertente, ma sarà pur sempre un lavoro da effettuare con cura.
I Mozilla Labs hanno presentato Weave 0.7, l’estensione per la sincronizzazione di segnalibri (e non solo) per Firefox e Fennec. Continuando la corsa cominciata con la release 0.6, sicuramente la novità principale è un generale miglioramento delle prestazioni: adesso è possibile sincronizzare i dati con i server di Mozilla senza penalizzare le performance di Firefox.
Weave 0.7 migliora anche l’utilizzo della memoria, riducendo i dati da trasferire in blocchetti più piccoli (per i navigatori incalliti il peso di cronologia e segnalibri può diventare “importanteâ€). In generale l’attività di Weave sul browser è completamente trasparente all’utente.
Sopra al cofano, l’unica novità rilevante è invece l’interfaccia, elegante e semplificata, forse fin troppo. Bastano pochi click per effettuare un login, scegliere cosa sincronizzare e fare il primo sync. Quando poi si vogliono cambiare alcuni parametri si viene rimandati ad una pagina che permette solo di vedere qualche log e resettare l’account.
È comunque un’altra la grossa mancanza di Weave: Mozilla deve assolutamente spingere la sua creatura sugli altri browser, e soprattutto sui terminali mobili. Weave è già integrato su Fennec che però, in attesa di un roseo futuro, è utilizzato da un pugno di sviluppatori.
Ovviamente il motore di sincronizzazione di Weave è open source e il protocollo di sincronizzazione è aperto e documentato. Chiunque volesse cimentarsi nel fare un plugin per un altro browser è il benvenuto.
Tags: estensioni, firefox, firefox 3.5, weave
Linux on the radio – 30 seconds – mp3 – ogg
Linux on the radio – 60 seconds – mp3 – ogg
Alt+F5 will unmaximize the selected window.
FeedbackTycho – Info Select replacement for Linux
More infoHosts: Charles, Rothgar
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More info: Linux Mint website, blog, forums
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Video Editing with animation using Kdenlive and PiTiVi in Ubuntu and Linux Mint Screencast
This is new Screencast video Tutorial from www.OSGUI.com I will show you how to use the basics features of Kdenlive and PiTiVi free Open Source Linux Video Editing software for Ubuntu Linux and versions like Linux Mint. I'm using Kdenlive 0.7.6 now and I show you how to use the new animation effects with it. |
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timmy198010
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La DG-XIII (Direzione Generale XIII) dell’Unione Europea ha recentemente cambiato il suo nome in “Direzione generale per la Societa’ dell’Informazione”. Per consultare i documenti dell’Unione Europea relativi a questa Direzione Generale, e ai progetti di ricerca nell’ambito degli ausili informatici e telematici per disabili si puo’ fare riferimento ai seguenti indirizzi:
Information Society Directorate-General
European Commission BU 24 – 1/47
Rue de la Loi 200
B-1049 Brussels
Tel: +32-2-2999399
Fax: +32-2-2999499
E-mail: Info-13@cec.eu.int [europa.eu.int]
Fondato nel 1971, COST e’ una struttura intergovernativa per la cooperazione europea nel campo della ricerca scientifica e tecnica, che permette la coordinazione di ricerche nazionali ad un livello europeo. Le azioni di COST riguardano la ricerca di base e programmi di pubblica utilità . Nel corso degli anni, Cost è diventato una delle più grandi strutture per la cooperazione nell’ambito della ricerca scientifica in Europa e attualmente è uno tra i principali meccanismi per la coordinazione delle attività nazionali di ricerca in Europa.
Il lavoro all’interno di COST e’ suddiviso in “azioni”. Ogni azione rappresenta una rete di progetti di ricerca nazionali coordinati attorno ad un obiettivo condiviso da almeno 5 stati. Le azioni sono definite da un protocollo d’ intesa (Memorandum of Understanding) firmato dai governi dei paesi che desiderano partecipare all’ azione.
Attualmente COST comprende quasi 200 azioni, a cui partecipano quasi 30.000 scienziati di vari paesi europei. Attualmente gli stati membri sono: Austria, Belgio, Bulgaria, Croazia, Cipro, Repubblica Ceca, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Ungheria, Islanda, Irlanda, Italia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi, Norvegia, Polonia, Portogallo, Romania, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svezia, Svizzera, Turchia, Regno Unito.
I progetti di ricerca COST che riguardano lo sviluppo di tecnologia per disabili sono:
ACTION 219
[www.netmaniacs.com]
Future telecommunications and tele-informatics facilities for disabled persons
(Nuovi strumenti informatici e telematici per persone disabili)
ACTION 219-BIS
[www.netmaniacs.com]
Access for elderly and disabled people to the information society
(Accesso alla societa’ dell’informazione da parte dei disabili e degli anziani.)
ACTION 220
[www.netmaniacs.com]
Communication protocols and user interfaces for keyboard and display equipment intended for telecommunication use by disabled persons
(Protocolli di comunicazione e interfacce utente per monitor e tastiera dedicate all’utilizzo da parte dei disabili per attivita’ di telecomunicazioni)
Fonte: eeepc.it
Ora che i netbook con schermo da 10 pollici sono diventati lo standard, i produttori stanno cercando di colmare il gap che divide i piccoli portatili dai classici notebook.
L’Eee PC 1101HA, il primo netbook Asus con schermo da 11.6 pollici, arriva proprio dopo il lancio dell’ottimo 1005HA e del sottilissimo 1008HA; è un prodotto pensato per chi ha bisogno di maggior comodità , per chi non si accontenta delle ridotte tastiere dei modelli più piccoli e per chi necessita di una soluzione da usare, all’occorrenza, anche come pc casalingo.
La batteria fornita nella confezione permette di raggiungere, senza particolari accorgimenti, ben 8 ore di autonomia e la risoluzione dello schermo HD Ready (1366 x 768 px) migliora decisamente la navigazione nei siti web, la scrittura di un documento di testo e la visualizzazione di file video. Questi aspetti sono decisamente i punti di forza dell’Eee PC 1101HA SeaShell, i motivi per cui si dovrebbe scegliere proprio questo modello tra i tantissimi disponibili.
Ecco la video recensione.
Di contro, analizzando gli aspetti meno convincenti, si scopre che il suo processore (un Intel Atom Z520) è più lento e meno performante di quello montato nella maggior parte dei netbook 10 pollici (Atom N270/280). Questo non significa che il sistema risulti pesante o poco reattivo (anzi, grazie ad un hard disk discreto si hanno dei buoni tempi di risposta), ma semplicemente che il netbook è meno flessibile rispetto agli altri. Non chiedeteli di far girare giochi di nuova generazione e non pensate di poter lavorare tranquillamente con 20 pagine web aperte, Skype avviato e magari iTunes che riproduce la vostra scaletta preferita.
Prestazioni e autonomia della batteriaHo eseguito i soliti test svolti sugli altri netbook recensiti e confrontato i risultati ottenuti. Numeri alla mano, il processore Atom Z520 ed il chip Poulsbo integrato non reggono il confronto con l’Atom N270/280. Le prestazioni sono inferiori, la potenza di calcolo è inferiore. Analizzando invece i risultati ottenuti dal principale rivale di questo netbook 1101HA, vale a dire l’Aspire One 751 (stesso processore, stesso disco, stesso schermo), si scopre che il modello Asus ottiene qualche punto in più.
Si veda la tabella sopra (numeri più alti, tranne per l’ultima voce “Super PI Mod†equivalgono a prestazioni migliori) dove ho evidenziato i due netbook 11.6 pollici.
C’è da fare un accenno alle possibilità di overclock. In questo modello Asus ha inserito la possibilità di incrementare la frequenza della CPU fino ad un massimo del 30%. Ovviamente in questo modo le prestazioni aumentano tanto da, almeno in teoria, raggiungere quelle dell’Atom N280. Personalmente sconsiglio di superare il 20% di overclock. Già con questa impostazione l’autonomia della batteria ne risente e si rischiano occasionali blocchi di sistema. Consiglio di regolare l’apposita voce nel BIOS al 10 o al 15%, a seconda delle necessità e dell’utilizzo che si fa del netbook.
Discorso inverso invece per la batteria da 6 celle — 4800mWh fornita nel netbook Asus. E’ sicuramente tra le più longeve viste nei netbook in commercio, seconda solo a quella più piccolo Eee PC 1005HA. L’autonomia dell’Eee PC 1101HA è un punto fermo, pronto a supportare il netbook in qualsiasi contesto. Ecco i test eseguiti con il software Battery Eater in modalità Classic (CPU costantemente al 100%, luminosità al 100% e Wifi + bluetooth + webcam attivi) e Idle (un solo processo in esecuzione, luminosità al 100%, Wifi + Bluetooth + webcam attivi).
I due grafici rappresentano l’autonomia minima che si ha con il netbook. Capiterà raramente di utilizzare la CPU al massimo per 6.5 ore di fila o di stressare la macchina in questa maniera.
NB: I test alla batteria ed i test alle prestazioni del disco, multimediali e SuperPI Mod sono eseguiti con il software Super Hybrid Engine in Super Performance Mode e overclock da BIOS impostato al 5% (su un massimo di 30%). Software preinstallatoCome in tutta la linea SeaShell, Asus fornisce tutta una serie di software preinstallati. Oltre ai soliti Office 2007 (trial di 60 giorni), MS Works, Skype, live Messenger e Norton Internet Security, troviamo i tool sviluppati dalla stessa Asus, che permettono di regolare alcuni aspetti dell’interfaccia grafica e aggiornare il sistema.
Il tutto è racchiuso nella Eee Docking, una barra che si posiziona nella parte superiore dello schermo e che permette di avere i software a portata di mano. Tra i più interessanti da segnalare EzMessenger e Data Sync, senza dimenticare Font Resizer e l’interfaccia grafica Easy Mode (la stessa vista nei primi Eee PC con Linux). I primi due servono per condividere file con altri Eee PC, Eee Box ed Eee Top nella stessa rete domestica e per sincronizzare i dati tra l’Eee PC ed il computer fisso di casa. Comoda e versatile anche l’applicazione chiamata “Controllo dei Genitori†che permette di stabilire delle regole d’uso (siti e programmi consentiti, fasce orarie consentite e via dicendo) nel caso il netbook sia utilizzato da bambini.
Galleria fotoSpecifiche tecniche
L’Eee PC 1101HA nasce come macchina da usare per il web, per i documenti d’ufficio e per un minimo di multimedialità . Esprime il classico concetto netbook, offerto però in una forma più grande e più comoda ad un prezzo in linea con quello dei modelli più piccoli.
Fonte: OpenSource
Vuoi per il ridottissimo numero di malware, vuoi per l’architettura più solida, un PC con Linux è teoricamente più sicuro di uno con Windows: combattere virus e malware assortito è quasi una battaglia quotidiana in alcune reti aziendali nelle quali si utilizza il sistema operativo made-in-Redmond.
A confermare la maggiore sicurezza del pinguino, però, ci pensano ora sia l’edizione online del Washington Post sia la polizia Australiana (in particolare quella di Sydney); vi starete chiedendo: suggeriscono di passare a Linux? La risposta è “nìâ€: entrambi consigliano infatti di utilizzare Linux quando le informazioni da gestire sono “troppo delicate†per rischiare che finiscano in mano a criminali.
E cosa, più delle proprie informazioni finanziarie, si rivela importante quando si naviga sul Web? Probabilmente nulla. Entrambi i suggerimenti si basano sulla considerazione che ormai troppe persone hanno perso denaro a causa di malware e che sarebbe sufficiente utilizzare un livecd Linux per eseguire in sicurezza le operazioni di online banking.
Ovviamente anche un Mac andrebbe bene ma la soluzione basata su Linux risulta essere più economica e, soprattutto, flessibile, visto che può essere applicata ovunque, anche su PC “condivisiâ€.
È un consiglio che seguite/suggerite anche voi? Oppure preferite l’approccio che prevede l’utilizzo di macchine virtuali separate per ciascun compito (critico) da svolgere?
There’s good and bad news about the boot sequence in the upcoming Linux Mint 8.
The Ubuntu developers implemented a new splash technology called xsplash which I find much more powerful than the older usplash. There’s a lot of underlying reasons involved in using xsplash but in this blog post I’d like to focus on the graphical part. The visuals produced by xsplash are nice-looking and it’s now easy to produce good-looking animations.
The problem in Ubuntu 9.10 and Linux Mint 8 though is that it is not possible to rely solely on xsplash and so it has to be used in combination with usplash. So when you boot the system you’ll see usplash, then xsplash, then GDM, then xsplash and then finally the desktop. We’ve made our usplash, xsplash and GDM artwork coherent and so did Ubuntu so even though the whole thing could be more integrated, that’s not a big problem for now and it still looks better than in the previous releases of both distributions.
The real problem is for users who like to customize their system. Xsplash isn’t a mature technology yet and it simply doesn’t take any configuration. It’s easy to tweak but it’s not themeable. To modify its looks you’ll have to modify the system files it uses and tell mintUpdate to ignore xsplash related package updates (this is a new feature in mintUpdate coming in Mint 8, so thankfully that’s quite easy to do).
Grub 2 replaces Grub and just as Grub wasn’t complete without its gfx-boot patch, Grub 2 isn’t complete without its new gfxmenu patch. According to some of the Grub developers though the patch is considered for inclusion and likely to be integrated soon. So the decision is for Linux Mint 8 to use Grub 2 and to wait for it to support gfx-menu.
That basically means our Grub menu will look more like this:

Than like this:

I know we got people used to nice boot menus in the previous releases and most of you will probably miss grub-gfxboot, but at this stage it makes more sense to stick to the official Grub branch and to patiently wait for them to support this feature.
GDM also comes with a lot of changes.
In brief, the boot sequence in Mint 8 is going to radically different than in Mint 7, with pros and cons compared to it, but overall with a general feeling of improvement. I hope most of you will appreciate it, if you’ve tried the RC of Ubuntu 9.10 you probably have an idea of what’s coming up. Unlike previous releases of Linux Mint, we’ll use the same technology than Ubuntu this time around and we’ll make our best to produce nice artwork for it.
The power of the Web is in its universality. Access by everyone regardless of disability is an essential aspect.”
Tim Berners-Lee, inventore del World Wide Web
“La potenza del web e’ la sua universalita’. L’accesso a chiunque indipendentemente dalla disabilita’ e’ un aspetto essenziale”. Queste parole di Tim Berners Lee, l’inventore del World Wide Web ci fanno capire che anche una pagina ipertestuale come questa puo’ contenere delle “Barriere Architettoniche” che impediscono ai disabili l’accesso alle informazioni. Senza una alternativa testuale alle immagini, ai suoni e ai filmati, senza un utilizzo adeguato delle tabelle e degli strumenti per la creazione delle pagine, senza attenzione per chi non puo’ accedere a informazioni multimediali un ipertesto o un sito internet rischiano di diventare degli strumenti informativi “chiusi” che precludono l’accesso alle informazioni a chi fa uso, ad esempio, di linee braille o di browser (programmi per la navigazione) unicamente testuali.
Per garantire la piena accessibilita’ ai contenuti di un sito web (e in generale di qualunque ipertesto realizzato con lo standard HTML) sono stati sviluppati alcuni standard in cui vengono elencati tutte le specifiche e i requisiti da soddisfare per la creazione di pagine accessibili.
Nel panorama globale della rete, l’iniziativa piu’ autorevole e’ senza dubbio la “Web Accessibility Initiative” sviluppata dal World Wide Web Consortium (W3C), un consorzio fondato nell’ottobre 1994.
Alla fondazione del consorzio hanno contribuito il Laboratorio di Computer Science del MIT (Massachussetts Institute of Technology), L’Istituto nazionale francese per la ricerca su informatica e automatica (INRIA), la giapponese Keio University e il Cern di Ginevra, con l’appoggio esterno della commissione europea. Il consorzio e’ presieduto da Tim Berners-Lee, il “papa’” del World Wide Web che nel 1990 presso il Cern ha scritto un documento passato alla storia: “WorldWideWeb: proposta per un progetto di ipertesto”.
Le attivita’ principali del consorzio riguardano la realizzazione di prodotti software di pubblico dominio e il supporto tecnico a sviluppatori e utenti di programmi Web, che possono attingere anche da un’ampia raccolta di documenti. In particolare meritano attenzione le iniziative portate avanti dal W3C allo sviluppo di standard, tecniche e programmi per garantire l’accessibilita’ del World Wide Web anche a persone disabili, tra cui la citata “Web Accessibility Initiative“
Il World Wide Web Consortium ha sviluppato tre documenti in cui sono contenute delle indicazioni rivolte ai realizzatori di pagine internet, agli sviluppatori di programmi per la creazione delle pagine e agli sviluppatori di programmi per la navigazione. Ecco la descrizione di questi documenti:
Web Content Accessibility Guidelines 1.0 [www.w3.org]
In questo documento sono descritti degli accorgimenti per rendere il contenuto delle pagine HTML accessibile anche ai disabili. E’ un documento indirizzato a sviluppatori di pagine web. Queste linee-guida non vietano l’utilizzo di elementi multimediali (immagini, video, suoni ecc.), ma spiegano come rendere i contenuti multimediali accessibili anche a chi non puo’ vedere le immagini o i video o non ha la possibilita’ di accedere a documenti audio.
I documenti realizzati con queste specifiche vengono classificati “A” oppure “doppia A” oppure “Tripla A” a seconda del loro livello di accessibilita’ per gli utenti disabili.
Esiste anche una “Checklist”, una lista di controllo, per verificare se i contenuti delle proprie pagine web corrispondono a questi requisiti. Questa lista di controllo e’ disponibile all’indirizzo
Authoring Tool Accessibility Guidelines 1.0
[www.w3.org]
Queste specifiche si rivolgono agli sviluppatori di programmi e applicazioni per la realizzazione automatica di pagine internet (Web Authoring Tools). Seguendo queste direttive e’ possibile garantire piena accessibilita’ sia all’interfaccia di utilizzo del programma, sia alle pagine web prodotte con l’ausilio del programma realizzato.
La realizzazione di strumenti accessibili per la scrittura di pagine web e’ importante tanto quanto l’accessibilita’ dei contenuti. L’intento di queste specifiche e’ quello di garantire anche ai disabili la possibilita’ di essere autori e produttori di informazioni sull’internet. L’adozione dei programmi realizzati secondo queste specifiche contribuisce inoltre alla diffusione di pagine web i cui contenuti siano accessibili dal maggior numero possibile di persone.
Anche per questo documento esiste una “Checklist”, una lista di controllo, per verificare se se un programma di Web Authoring rispetta i requisiti fissati dal W3C. Questa lista di controllo e’ disponibile all’indirizzo
User Agent Accessibility Guidelines 1.0
[www.w3.org]
Le direttive di questo documento si rivolgono agli sviluppatori di programmi per la navigazione, i cosiddetti browsers (navigatori) o user agent (interfacce utente). Vengono indicate delle tecniche che consentono di realizzare questi programmi in modo tale da rendere accessibile il loro utilizzo anche a persone disabili. Queste specifiche si possono applicare in generale a tutti gli strumenti per l’accesso alle informazioni in rete, come ad esempio i lettori multimediali.
Per verificare se un programma di navigazione o una interfaccia utente rispetta queste specifiche di realizzazione e’ possibile utilizzare la lista di controllo disponibile all’indirizzo
Fonte: OpenSource
Eeebuntu non sarà più basata su Ubuntu ma su Debian Unstable. Steve Wood, il leader del progetto Eeebuntu, ha annunciato che dalla prossima release 4.0 prevista per dicembre 2009 si passerà a Debian Unstable. La motivazione? Eeebuntu è basata Ubuntu, Ubuntu è basata su Debian Stable, a questo punto conviene sviluppare direttamente Eeebuntu su Debian Unstable.
Ubuntu si è dimostrata molto difficile da personalizzare e se Debian Unstable è abbastanza buona per Ubuntu allora sarà certamente buona per noi. Sono sicuro che capirete.
L’obiettivo in realtà , stando alla mail scritta da Steve Wood, è sia quello di svincolare Eeebuntu da Ubuntu, e sia quello di proiettare la distribuzione anche fuori dal mondo dei netbook. Eeebuntu non solo più sui netbook ma anche sui Desktop.
Una nota: Eeebuntu si baserà su Debian Unstable ma non sarà basata su DebianEeePC. I due progetti verranno mantenuti separati, ma non è esclusa una collaborazione.
Ricordiamo che Eeebuntu è una delle migliori distribuzioni Linux per netbook. Essa comprende tre diverse versioni: Base, Standard, NBR. La prima, la Base, comprende solo il minimo indispensabile: il dekstop Gnome, il tool di configurazione, e una versione minimale di Firefox. La Standard è molto più evoluta e comprende in più una Office Suite, più applicazioni utente e integra Compiz. Infine, la NBR è una versione basata sulla Ubuntu Netbook Remix.
L’annuncio di Steve Wood è stato ben accolto dalla comunità di Eeebuntu. In molti già si chiedono come bisognerà chiamare questa nuova versione di Eeebuntu. Alcuni sponsorizzano il nome Debeeean, altri quello Eeebian.
Nuove Tecnologie per Nuove Abilita’
Ausili elettronici al servizio dei disabili
| Ausili, software e hardware Questi indirizzi internet sono aggiornati al 30/04/2000, data di rilascio di questo ipertesto. E’ possibile che nel frattempo qualche indirizzo sia diventato obsoleto. Per segnalare nuovi indirizzi o correggere indirizzi obsoleti e’ possibile scrivere a Carlo Gubitosa
http://www.arpnet.it/~area/welcome.htm AREA – Associazione Regionale Amici degli Handicappati – Torino – Centro Documentazione Software e Disabilità [www.asphi.it] http://www.ausilioteca.org [www.alpcom.it] http://andi.casaccia.enea.it [www.provvstudi.vi.it] http://www.siva.it [www.arcanet.it] [www.adigecolli.it] http://www.disanet.org [www.centriausili.org] [www.4net.com] |
[www.w3.org] href="http://www.w3.org/WAI/WCAG1AAA-Conformance"> [www.w3.org] /> |
Le informazioni contenute in questo ipertesto sono liberamente utilizzabili nei termini stabiliti dalla “Licenza di Utilizzo e distribuzione del testo” specificata dall’autore. |
In questi giorni Apache Foundation ha rilasciato la versione 0.10 di CouchDB, un document-oriented database accessibile via [HTTP.]
I documenti sono l’unità dati principale di CouchDB e sono composti da un numero variabile di campi e attachments. I documenti includono anche metadata che sono gestiti dal sistema. I campi dei documenti sono identificati univocamente e possono contenere valori di vario tipo (testo, numeri, boolean, liste,…) e non esistono limiti alla dimensione del testo o al numero di elementi.
CouchDB è scritto in Erlang un linguaggio funzionale adatto all’utilizzo in sistemi concorrenti. Il DBMS gode delle proprietà ACID (Atomic Consistent Isolated Durable). È possibile accedere al DB da remoto usando una opportuna estensione del server Web Apache, quindi richieste [HTTP]
La versione rilasciata in questi giorni risulta molto più robusta e performante. Sono state curati particolarmente i processi di configurazione e replicazione.
Pochi forse sanno che CouchDB è usato da Ubuntu One, il servizio di data-storage che Canonical sta lanciando in questi mesi, e che con la prossima Ubuntu 9.10 sarà reso accessibile di default grazie al client preinstallato. Ciascuna istanza di Client Ubuntu One incorpora ed esegue un client CouchDB che si collega al Database centrale di Ubuntu One, per le operazioni di upload, download, sincronizzazione e sharing di documenti. L’elenco dei casi d’uso supportati da Ubuntu One è accessibile sul Wiki di Ubuntu. Ogni avanzamento di CouchDB è un miglioramento per Ubuntu One.
Al momento l’API Javascript di CouchDB è stata sottoposta al W3C, e grazie alla collaborazione di aziende come Mozilla, Oracle, Canonical si sta cercando di renderla standard.
Preparations for the next version of Mint, Helena, is going on
Miscellaneous news from Mint
Windows license refund donated to Mint
Linux Mint 7 User Guide updated to version 1.0.7
A new website has been launched for Dutch speaking minters
* News about Linux
Google Summer of Code has again been a huge success for KDE this year.
The cost to develop KDE would be about US $ 175 million
Ubuntu to store copies of all users’ address books
Pulse Audio developer angry with Ubuntu for the way Ubuntu implements Pulse audio
Gentoo celebrates 10 years with a live DVD
Novell creates the openSUSE Boosters team
Stallman and de Icaza quarrel (again….)
Debian pushes development of kFreeBSD port
The latest news about the kernel is always found here
* News about Open Source OpenSSH celebrates it’s 10 year anniversary with the release of version 5.3 The London Stock Exchange will switch to a Linux-based platform trading system, but it’s not because of a love of open source.
* News about IT
EU and Microsoft reach anti-trust agreement
Comedy Is an Uninvited Guest at Microsoft’s ‘House Party’ (for Windows 7)
The “porn industry” behind Google’s temporary removal of Pirate Bay? Seems plausible …..
Informed P2P User Act (in the US) to clamp down on filesharing software
Music piracy costs money; does fighting it cost more?
OPERATION PHISH PHRY Major Cyber Fraud Takedown
Microsoft and Red Hat announce the certification of their operating systems, on each other virtualization platforms
Facebook Now Has 30,000 Servers
* Hardware news
Dell releases world’s first Moblin netbook
DRAM study turns assumptions about errors upside down
World’s Smallest Linux Networking Server
* Other news
EGNOS ‘Open Service’ available – provides better precision in satellite navigation in Europe
The Nobel prize for physics in 2009 was awarded for things now in daily use in IT – fibre optics and CCD – the base for the digital camera
* Comic of the week
Credit goes to xkcd
* More about Linux Mint
How to donate
Blog The planet Wiki Forum Twitter Mintcast
* Editors comment
As always – if you find something I’ve missed in the newsletter please tell me – you can post a comment.
It’s been while since that last newsletter but although a lot is happening behind the scenes there has not been much to report
Enjoy life
Husse
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How-to install Linux Mint 7 inside Windows Vista seamless with VirtualBox
In this Video Screencast review style tutorial from www.OSGUI.com I show you step by step how to install and setup Linux Mint 7 inside of Microsoft Windows Vista seamlessly by using Sun VirtualBox. |
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Look & Feel Themes & Icons & Wallpapers in Linux Mint or Ubuntu
This video screencast tutorial from www.OSGUI.com I wil show you how to step by step configure and use the Look and Feel of Linux 7 Mint or Ubuntu 9.04 with the Themes and Icons as well as the Wallpapers and some other visual elements. |
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Screensavers in Linux Mint or Ubuntu or Gnome Video Tutorial
This new screencast video tutorial from www.OSGUI.com is all about all the amazing cool and nice looking 3D Screensavers that come by default in Ubuntu 9.04 or Linux Mint 7 or really Operating System that comes with GNU GNOME GUI. |
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I was recently contacted by a person called Graeme Cobbett. In his email he told me he got his Windows license refunded and donated that money to Linux Mint. Of course, as you can imagine, he felt pretty happy about it and he wanted to let people know how he did it.
So here’s his article on the topic. Good reading everyone!
Hello, my name is Graeme Cobbett. Today, I donated $112 to Linux Mint. But I didn’t fund this myself: Microsoft gave me the money. Here’s how I did it.
This is the story of how I bought a new notebook PC, replaced Windows with Linux and got a refund for the operating system I didn’t want. Not many people do that last bit about getting a refund, but perhaps you can too, if you have a calm attitude and persevere then it can be straightforward.
1. Choose your new computer.
Take a look at the vast array of new PCs on the market. Does the one you like come without Microsoft Windows? Unless it’s a netbook, probably not. Even if you do strike lucky, chances are it costs the same (or even more in some cases) than the equivalent with Windows. So you are probably kinda fixed with buying a copy of Windows you don’t want.2. Don’t switch on your new computer yet!
You can only reject your software license if you do not use it. You’ll need to use another computer to do step 2:3. Download Linux.
This one’s pretty easy. First, you choose what kind of Linux you want. I got Linux Mint because, being based on Ubuntu, it has a huge support base so you can easily Google for help. But unlike Ubuntu, it comes ready to play DVDs, music files and Flash files with no tinkering. If you use Windows to download your replacement operating system, the only tricky bit is that you have to use a special utility like Isorecorder to burn the file. ( [isorecorder.alexfeinman.com] ).4. Test Linux to make sure it works
You can do this on your new computer without starting Windows: just put your newly-burned CD or USB stick into your computer before you switch on. Not everything might work perfectly first time. For example, on my Dell Studio 1555, the sound didn’t work. So I just googled “Dell Studio 1555 Ubuntu Sound” and found a step-by-step fix which fixed things straight away.5. Reject your software license
Have you ever read the Microsoft Windows End User License Agreement? It’s pretty scary what you commit yourself to. If you buy Dell, then as soon as you start Windows then you agree to a second set of scary software terms. So reject them. Email is probably the best way: unlike support phone lines it’s free, you can make your case concisely, and if your vendor makes an offer you have proof right in your inbox, so they can’t go back on their word. Don’t delay – for example, Dell like you to do this within 7 days. Here’s what I wrote:“I do not agree to the terms of the Dell Software Licensing Agreement or the Microsoft Windows End User License Agreement.
“I confirm that I have not used any of the software, have not opened or broken the seal on any software packet and have deleted all preloaded or embedded software from my Dell.
“1. How may I promptly return the disks and other software items to you?
“2. How will you refund the cost of the software? I note that Windows Vista Home Premium retails at £133.96, Microsoft Works at £39.99 and Cyberlink PowerDVD at £39.99 today, which means a total refund of £213.94 is due.
“best regards”
6. Argue the case
I was all fired up for this bit. The article at [www.linux.com] covers your bases really well: I recommend looking there if your vendor tries to reject your request the first few times.So, I was all ready for a pitched battle with Dell when they replied within 48 hours offering this:
“The software Cd’s can be returned to Dell.
“However, the refund for Cyberlink PowerDVD cannot be arranged as this software is already preinstalled on the system.
“The amount that would be refunded for Vista Home Premium is £57.82+vat
and for Microsoft Works is £3.86+vat”Brilliant! With tax, that adds up to about £70 (US$110), enough for me to overlook their nonsense about the DVD software. I made sure never to say “I accept your offer”, instead preferring “thank you for your offer. You may collect the CDs on [date].” Then, if they screw me around later, I can take them to court for full retail.
7. Gently persevere
So then comes the interesting bit. Dell arranged to collect the software from me but their collection agent didn’t show. Why would they? That’s going to cost them £70 ($110). They had me over a barrel, asking me to wait at home for a whole extra day. So I upped the “firm” factor with a message:“On 27th August 2009, I wrote to you rejecting your software license terms. You wrote back on 31st August saying I could have a refund if I returned the software CDs.
“You offered to collect the CDs on 11th September. I lost a day’s work waiting at home for you to collect the CDs but you did not collect them. You have acknowledged this but not offered me an explanation.
“You now say I may not have a refund unless we arrange for you to collect the software CDs another time. I cannot afford to take another day off work, so I offered to post them to you. You declined my offer.
“I would like to give you another chance to make amends. Please grant me a refund now. If you are unable to do this, please send me a copy of Dell’s formal complaints procedure so that I may raise my complaint at the appropriate level.”
Dell knows that if I refuse a reasonable request by them then a small claims court will throw out any legal claim I make. So I played nice until they realised they would have to let me use regular post to send the CDs.
So eventually I got my refund. It took me 12 email exchanges in total, and Dell probably didn’t get a refund from Microsoft for the license. But I suspect that every time someone secures a license refund, it has a more than proportionate effect on the PC manufacturers’ next round of negotiations with Microsoft, gently loosening their tight monopoly grip on the operating system market.
8. Donate your refund to Linux Mint
Because you’re one of the good guys. Or just because you get a nice squidgy feeling from the idea that your the money you got back from your unwanted Microsoft software is keeping free, open-source software ahead of the game. Pat yourself on the back!
Cari amici il nostro forum si è aggiornato… rifacendosi un po’ il look!
Spero lo troviate più accattivante e bello.
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Snappy Auto Hide - Gnome Panel - Linux Mint 7
Alt+F2 gconf-editor apps / panel / toplevels |
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Oto kilka świeżych wieści o tym co dzieje się obecnie z Linux Mint.
Clem nel blog di LinuxMint, dopo un periodo di silenzio (del quale si scusa) dovuto all’intensivo sviluppo di Mint 8, ci aggiorna sulla situazione attuale:
Clem conferma che Mint 8 dovrebbe uscire per fine novembre.
We’ve been very busy working on the upcoming Linux Mint 8 lately and I haven’t taken much time to communicate with the community, so here are some news of what is going on at the moment:
- The development of the LXDE edition never really started and so this edition is cancelled.
- Shane, the maintainer of the Fluxbox edition, had to focus on personal matters and is likely to be unavailable in the future. The maintenance of this edition might be delegated to another member of the team, to myself or to a new person in the near future, but in the meantime there will not be a Fluxbox edition of Linux Mint 7.
- A lot of new features and improvements were made for mintUpdate and mintInstall. Both tools are ready to be included in Linux Mint 8. Among other things, mintUpdate now comes with better error handling and the ability for the user to block particular updates based on the name of the package. The graphical interface was also enhanced.
- Linux Mint 8 will come with support for OEM installs.
- Drastic changes were planned for mintBackup and mintUpload and were partly implemented. Both tools are however far from being stable at the moment and so we might reduce the scope of these developments or include the old versions of these tools in the upcoming Linux Mint 8. For mintBackup, the ambition was to rely on rsync, for mintUpload it was to implement a brand new concept called an “Upload Manager”.
- I resigned and left the company I used to work for. To compliment the income generated by Linux Mint I also take part in contracting work based on the distribution itself. So in other words, I’m now working full time on Linux Mint and on projects based or related to it.
- The members of the team were asked to provide commercial support to customers buying it from Linux Mint, and are given the money generated through this activity. Although this isn’t enough for them to work full time on Linux Mint, it generates an income which helps them invest more time working on our project. So far, emorrp1 and husse joined in on that scheme. As we go along and as the overal income gets bigger, more money will be spent on the team and directed towards the people who are devoting their time to make Linux Mint better.
Now, with all I’ve said, you probably have even more questions than before
I would like to apologize for being so silent and for not giving more frequent news. A lot is happening under the curtains at the moment… we’re all running as fast as we can and sometimes in different directions, when Linux Mint 8 comes out, I hope the work we’ve put in it will be worth it and that you’ll enjoy it a lot. As always we’re planning to release in the end of November. In the meantime I’ll try to give you more news update and I’d like to thank everyone for their patience.
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How-to setup & use your Mobile/Cell Phone for Internet in Ubuntu 9 or Linux Mint 7
In this screencast tutorial video I show you step by step How-to setup and use a old Nokia 6250 GSM 2.5G Mobile/Cell Phone for Internet in Ubuntu/Linux Mint 7 ... tutorial video "i show you" "step by step" "how-to setup" use "a old nokia 6250 gsm" "2.5g mobile/cell phone" "for internet" ubuntu "linux mint 7" |
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This Week on, The Computer Action Show!
We mourn the loss of your sidekick’s data, Samba and Microsoft sitting in a tree, K-I-S-S-I-N-G: we tell you all about it. The London Stock Exchange makes the switch to Linux, WE’VE GOT THE DETAILS.
THEN – We give you our ACTION Review of Ubuntu 9.10
PLUS SO MUCH MORE!
All this week on, The Computer Action Show!
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Internet TV Plugins - XBMC - Linux Mint 7
Just another reason to get rid of cable bills. fap fap fap loL xbmc.org 9.10 PPA [https] PPA: launchpad.net or www.xbmc.org addons: extract into ur plugins/video folder www.xbmczone.com code.google.com svn repo installer xbmc.org |
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Great Music App - Spotify - Linux Mint 7
www.spotify.com invite urself solutionsandtips.blogspot.com requires: wine or playonlinux (ur choice) |
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Fonte: Tecnopassion
Cyrank è un’applicazione online che ci consente di creare sondaggi personalizzati, visualizzati mediante grafici a torta.
Se qualcuno gestisce un blog, pagina web, forum o semplicemente vorrebbe creare un sondaggio nel web con gli argomenti più disparati, grazie a questo servizio sarà possibile creare facilmente dei sondaggi personalizzati in base alle proprie necessità con semplici e rapidi click di mouse.
E’ necessario effettuare inizialmente la registrazione di un account online, completamente gratuito e successivamente passare alla creazione del sondaggio.
Dal pannello personale, si dovrà cliccare su “Create Poll†ed inserire le informazioni richieste: domanda, descrizione, riposte, nazionalità e tag. Fatto questo, il sondaggio diventerà già subito attivo ed i visitatori potranno inviare le risposte mediante il pulsante “Vote“.
Dal tab “Share†sarà possibile prelevare il codice Javascript contentente il sondaggio da inserire nelle proprie pagine web.
Vai a: Cyrank
Fonte: OpenSource

Triplo rilascio per il Kernel Linux: gli sviluppatori hanno infatti ufficializzato la disponibilità delle versioni 2.6.27.36, 2.6.30.9 e 2.6.31.2, segno che non sono attenti soltanto all’implementazione di nuove funzionalità per quanto riguarda la versioni future, ma trattano allo stesso modo anche versioni ormai vecchie di diversi mesi.
Le principali novità riguardano la seconda release del ramo 2.6.31, ultimo ad essere dichiarato stabile e rilasciato in una sua prima versione appena un mese fa. Nonostante ciò, l’upgrade è consigliato anche per le altre due versioni, che contengono importanti cambiamenti.
Ogni rilascio è stato accompagnato, come da tradizione, da un corposo changelog: sia quello relativo al Kernel 2.6.27.36 che quello relativo al Kernel 2.6.30.9 parlano principalmente di bug corretti e piccoli problemi risolti. Quello relativo al Kernel 2.6.31.2 segnala invece interessanti novità .
Tra queste, le più importanti riguardano la correzione di alcuni bug riguardanti Xen e KVM, oltre che i driver per schede wireless ath5k e iwlwifi, il miglioramento della gestione del layer tty, e sono stati fatti ulteriori passi in avanti per il supporto allo standard USB 3.0.
Concludiamo con i link diretti per il download delle 3 release: 2.6.31.2, 2.6.30.9, 2.6.27.36.
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Puzzle Game - Zaz - Linux Mint 7
www.playdeb.net Zaz is a puzzle game where the player has to arrange balls in triplets. |
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Le opere esposte accessibili anche ai non vedenti
Dal 3 al 15 ottobre, presso la Sala Mercurio della Scuola Nazionale per Cani Guida per Ciechi a Scandicci, comune situato alle porte di Firenze, nella zona a sud-ovest, si potrà visitare la mostra di sculture “Con-tattoâ€.
Le opere esposte, realizzate dai giovani artisti Claudia Ciani e Luca Calò, appartenenti al gruppo di scultori “Compagni di Viaggio†(formato anche da Filippo Vieri e Massimo Carriero), già protagonisti di altre mostre in area toscana, sono liberamente toccabili dai visitatori. Questa caratteristica, che rende la mostra completamente accessibile ai non vedenti, può essere comunque apprezzata anche da tutti gli altri visitatori, in modo particolare dai bambini (che, si sa, non resistono facilmente alla tentazione di toccare tutto ciò che li circonda!).
L’inaugurazione, che ha avuto luogo il 3 ottobre alle ore 16, è stata organizzata dall’Associazione culturale A.R.C.O. di Scandicci, nata con lo scopo di promuovere la cultura in riferimento ai valori di solidarietà , cittadinanza e convivenza civile, in collaborazione con la Scuola Nazionale per Cani Guida.
La mostra sarà aperta tutte le mattine, dal lunedì al venerdì, con orario 9.30-13; il lunedì, mercoledì e venerdì, inoltre, è prevista anche l’apertura pomeridiana dalle 15 alle 18.
La scultura, sicuramente a causa della sua natura intrinseca, caratterizzata dalla tridimensionalità , sta diventando sempre più la “regina delle Arti accessibiliâ€: ricordiamo ad esempio la mostra di Gehard Demetz a Como (ne avevamo parlato nell’articolo “Love at first touchâ€: quando l’arte è da toccare), ma anche i numerosi percorsi museali che prevedono la manipolazione di una selezione di opere (come nel caso del Museo d’Arte Orientale di Venezia) o di tutta la collezione (come avviene presso il Museo Omero di Ancona) da parte dei visitatori non vedenti o ipovedenti.
INFO
- Associazione culturale â€A.R.C.O.†(Associazione di Ricerca, Cultura, Orientamento)
via Leoncavallo 2 – 50018 Scandicci (FI)
sito web: [www.arcoassociazione.it]
- SCUOLA NAZIONALE CANI GUIDA PER CIECHI
Via dei Ciliegi, 26 50018 Scandicci (FI)
Tel. 055/4382850 Fax 055/4382851
Sito web: [www.rete.toscana.it]
E-mail: scuola.cani.guida@regione.toscana.it
">[http%3A%2F%2Fwww.arcoassociazione.it%2Findex.htm%0A%0A-%20SCUOLA%20NAZIONALE%20CANI%20GUIDA%20PER%20CIECHI%0AVia%20dei%20Ciliegi%2C%2026%2050018%20Scandicci%20%28FI%29%0ATel.%20055%2F4382850%20Fax%20055%2F4382851%0ASito%20web%3A%20http%3A%2F%2Fwww.rete.toscana.it%2Fsett%2Fpolsoc%2Fscuolacaniguida%2F%0AE-mail%3A%20scuola.cani.guida%40regione.toscana.it%0A%0A&locale=en-US">]
">[http%3A%2F%2Fwww.arcoassociazione.it%2Findex.htm%0A%0A-%20SCUOLA%20NAZIONALE%20CANI%20GUIDA%20PER%20CIECHI%0AVia%20dei%20Ciliegi%2C%2026%2050018%20Scandicci%20%28FI%29%0ATel.%20055%2F4382850%20Fax%20055%2F4382851%0ASito%20web%3A%20http%3A%2F%2Fwww.rete.toscana.it%2Fsett%2Fpolsoc%2Fscuolacaniguida%2F%0AE-mail%3A%20scuola.cani.guida%40regione.toscana.it%0A%0A">]
Fonte: Tecnopassion
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The Printliminator è una pratico bookmarklet che ci aiuta ad ottimizzare una pagina web per la stampa.
Dall’utilizzo semplicissimo, questo bookmarklet consente di personalizzare una determinata pagina web eliminando gli elementi ritenuti non necessari per il documento da stampare.
Il bookmarklet va trascinato nella barra dei preferiti / segnalibri del browser web e cliccato ogni qualvolta si desidera effettuare una stampa personalizzata. Basterà quindi evidenziare l’elemento da rimuovere facendo clic su di esso.
Vengono offerte tre opzioni rispettivamente per rimuovere immagini, alleggerire il foglio di stile (CSS) ed attivare il processo di stampa.
Strumento molto comodo e completamente gratuito.
Vai a: The Printliminator
The Linux Outlaws and the Ubuntu UK Podcast are organising a barcamp-style free software / free culture event called OggCamp on Sunday, the 25th of October in Wolverhampton in the UK (home of LugRadio and LugRadio Live).
The event is located in the Connaught Hotel which is also the official hotel for LugRadio Live 2009 to be held on the previous day.
Admission is free and anybody can turn up on the day to talk about an interesting topic close to his or her heart or just roll out of bed and nurse the post-LRL hangover while listening to other people do the talking.
You can find out more about the event at http://oggcamp.org
In this episodeCodeweavers
CrossOver Linux
CrossOver Games
CrossOver Mac
BeginLinux (Learning Linux one step at a time)
Feedback More infoHosts: Charles, Rothgar
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Internet TV - LiveStation - Linux Mint 7
www.livestation.com set permission, run, q to skip, y to accept .openalrc (if no audio): (define devices '(alsa native)) (define alsa-out-device "default") |
From:
gotbletu
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| Time: 07:10 | More in Science & Technology |
I just wrote a post on using GMail as your default email client and I thought there should be an easy way to do this for Yahoo Mail as well. And of course there is! Create a bash script with the following code and use it just as you would the gmailer script from the other post.
#!/bin/bash
getopen () {
if [ -x /usr/bin/xdg-open ]
then
export opener="/usr/bin/xdg-open"
elif [ -x /usr/bin/kde-open ]
then
export opener="/usr/bin/kde-open"
elif [ -x /usr/bin/gnome-open ]
then
export opener="/usr/bin/gnome-open"
else
echo "Requires xdg-open, kde-open or gnome-open"
exit 1
fi
}
getemail () {
export address=`echo $1 | sed 's/mailto://'`
export targeturl="http://compose.mail.yahoo.com/?To=$address"
}
getopen
getemail $1
exec $opener $targeturl
exit 0
I mostly use GMail for email purposes and so it makes sense to make it my default email client. There are many ways to do this on the web. However, most are desktop environment or browser specific. It is nice to have things behave similarly across desktop environments or even installations. So I threw together a quick bash script that would use the default browser that is configured for your system. Here it is.
#!/bin/bash
getopen () {
if [ -x /usr/bin/xdg-open ]
then
export opener="/usr/bin/xdg-open"
elif [ -x /usr/bin/kde-open ]
then
export opener="/usr/bin/kde-open"
elif [ -x /usr/bin/gnome-open ]
then
export opener="/usr/bin/gnome-open"
else
echo "Requires xdg-open, kde-open or gnome-open"
exit 1
fi
}
getemail () {
export address=`echo $1 | sed 's/mailto://'`
export targeturl="https://mail.google.com/mail/?view=cm&fs=1&tf=1&source=mailto&to=$address"
}
getopen
getemail $1
exec $opener $targeturl
exit 0
Save this in a file. I called mine gmailer and saved it to ~/bin. Make sure it is executable and that your system is configured to search ~/bin for executable commands. Now configure your system to open mailto: links with gmailer. That would be gmailer %s in Gnome/XFCE and gmailer %t in KDE4. Cool thing is that gmailer emailaddress@isp.com run from command line or the Ctr+F2 launcher works just as well!
There is a limitation to it. If you are not already logged into GMail or your browser does not automatically log you in, it will not work. It surely can be better but it works just fine for me right now. Obviously, suggestions are most welcome! Enjoy!
[EDIT] Want to do this with Yahoo Mail instead? Click here.
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Sketching / Drawing a Graph - Open Office - Linux Mint 7
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